venerdì 26 maggio 2017

MARCIA SALVA L'ACQUA - Matera 27 maggio 2017

Mai come in questo momento, l'Acqua, bene prezioso che coincide con la vita stessa, è in grave pericolo in Basilicata, e quindi in Puglia.

- l'invaso del Pertusillo (in Val d'Agri) è una delle “sorgenti” dell'Acquedotto Pugliese che disseta circa 4 milioni di uomini, donne e bambini;

- attorno al Pertusillo ci sono 28 pozzi petroliferi di cui alcuni vuoti utilizzati per reiniettarci le c.d. "acque di lavorazione" del petrolio;

- la stessa ENI ha ammesso che nei mesi scorsi, a causa di una perdita da un grosso serbatoio al Centro Oli Viggiano, si è verificato uno sversamento di 400 tonnellate di petrolio nel terreno sottostante;
- il Centro Oli di Viggiano si trova a soli 2 km dall'invaso del Pertusillo!!!

Ecco perche L’ACQUA E' IN PERICOLO E NOI PUGLIESI INSIEME AI LUCANI DOBBIAMO DIFENDERLA. 

SE PERDIAMO L'ACQUA AVREMO PERSO TUTTO!
SENZA PETROLIO SI VIVE, SENZA ACQUA NO.

Questa è una buona occasione per stimolare un senso di responsabilità individuale/collettiva in un momento in cui il diritto all'acqua potabile (che coincide con il diritto alla vita) è messo a rischio dalle attività petrolifere.

COSA PUOI FARE?

- Partecipare accanto ai tuoi concittadini alla prossima MARCIA SALVALACQUA a MAatera il 27 maggio prossimo;
- PROVUOVERE la partecipazione di associazioni e comitati del tuo comune;
- INVITARE a alla MARCIA anche il Sindaco del tuo comune;
- CONDIVIDERE questo evento sul tuo profilo o sui social;
- PUBBLICARE questo nostro appello sul sito del Suo comune.

Difendiamo il DIRITTO ALL’ACQUA DI BUONA QUALITA',
AFFERMIAMO LA PRIORITÀ DELL'ACQUA SUL PETROLIO.

PER ADERIRE ALLA MANIFESTAZIONE: mail@retesalvalacqua.it
Rete appulo-lucana Salvalacqua

domenica 21 maggio 2017

TRASFORMAZIONE DI AQP SpA in AZIENDA SPECIALE SI PUÒ FARE! E S’HA DA FARE IL PRIMA POSSIBILE.


Mercoledì 17 maggio si è tenuta la riunione del Tavolo tecnico paritario Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Regione Puglia per la Ripubblicizzazione di AQP SpA.
            Al tavolo, fra gli altri, il Prof. Avv. Alberto Lucarelli, ordinario di Diritto Costituzionale all’Università Federico II di Napoli, fra gli estensori del Referendum del 2011 sui servizi idrici e gli altri SPL, difensore della Regione Puglia dinanzi alla Corte costituzionale dell’esito referendario nella celebre sentenza della Corte costituzionale n. 199 del 2012, nonché unico in Italia – nella sua qualità di Assessore al Comune di Napoli con delega ai Beni Comuni – ad aver operato la trasformazione di una società per azioni di gestione del servizio idrico un soggetto di diritto pubblico (ARIN SpA in ABC azienda speciale).
Il Prof. Alberto Lucarelli, in tale sede, ha sostenuto e motivato le seguenti conclusioni:
-          L’assoluta sostenibilità giuridica della trasformazione di AQP SpA in azienda speciale (alla luce del diritto europeo e nazionale);
-          La Regione Puglia è soggetto legittimato a deliberare la trasformazione, in quanto la materia non rientra tra quelle di competenza statale;
-          Nelle materie transitate nelle competenze regionali, per effetto della riforma costituzionale del 2001, si consente alla legge regionale di sostituirsi alle precedenti norme dettate dalla legge dello Stato;
-          Fra società per azioni e azienda speciale esistono differenze pratiche sostanziali:
1)                 la SpA (anche a intero capitale pubblico) può fallire mentre l’azienda speciale no, con conseguenze diverse non solo sul piano economico ma anche sociale e sanitario;
2)                 la SpA (anche a intero capitale pubblico) ha scopo di lucro mentre l’azienda speciale il pareggio di bilancio, da cui discendono politiche aziendali diverse e, ancora una volta, conseguenze diverse sul piano socio-economico;
     La forma giuridica privata incide significativamente anche sui rapporti di lavoro, fiscali e tributari;
     Il decreto Madia (codice della società partecipate) contrasta le SpA a capitale interamente pubblico mentre non tocca le aziende speciali.
L’unico modo per mettere in sicurezza l’acqua come bene comune e il servizio idrico integrato pubblico – e auspicabilmente partecipato – è quello di passare velocemente all’azienda speciale.
Del resto, come sostenuto anche dai sindacati presenti, non si può protrarre l’attuale situazione di incertezza poiché questa crea difficoltà e danni alla gestione aziendale (piani industriali, strategici, investimenti,…) con effetti anche sulle tariffe.
A QUESTO PUNTO LA STRADA È TRACCIATA.
QUELLO CHE OCCORRE È UNA DECISA E DETERMINATA VOLONTÀ POLITICA.
Al riguardo, ci hanno fatto piacere le dichiarazioni di chi, come il Consigliere Colonna, ha sostenuto che se ci fosse la possibilità giuridica di un’azienda speciale, questa sarebbe la prima opzione.
            Il Prof. Alberto Lucarelli ha distribuito una bozza di delibera di trasformazione di AQP SpA in Azienda Speciale che sarà resa disponibile a breve.
Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” e le associazioni/organizzazioni/comitati aderenti alla campagna “Acqua e democrazia”

Acqua Bene Comune - Beni Comuni - Comitato Alezio (LE)
AIAB, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica
ABAP Puglia (Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi)
ARCI PUGLIA
Associazione “Laici comboniani” -  Lecce
Associazione “Sviluppo Sostenibile”
Attivisti a 5 stelle Martina Franca (TA)
Azione Civile -Ingroia
Banca Etica – Gruppo Iniziativa Territoriale (Bari)
Beni Comuni - Lecce
Beni Comuni - Taranto
Cobas - Com. di Base della Scuola Bari
Cobas, Confederazione dei Comitati di base
Collettivo EXIT di Barletta
Collettivo “Terra Rossa” di Lecce
Comitato “Acqua Bene Comune” - Lecce
Comitato Acqua - Palo del Colle (BA)
Comitato Acqua - Bari
Comitato “Beni Comuni” – Putignano (BA)
Comitato di Terra di Bari per il NO alla Riforma Costituzionale
Comitato NO TRIV Terra di Bari
Comitato per il rispetto della Costituzione – Putignano (BA)
Comitato “2sì acqua bene comune” – Terlizzi (BA)
Consulta Ambiente - Santeramo (BA)
ConvochiamociperBari
Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell'Acqua
Coordinamento No Triv Basilicata
Coordinamento regionale “Acqua Pubblica Basilicata”
EUGEMA Onlus – Giovinazzo (BA)
Forum Ambiente e Salute – Lecce
Gravina 5 Stelle - Gravina in Puglia (BA)
Italia Nostra – sez. Sud Salento
Lecce Bene Comune
LiberiAMO Taranto
Masseria dei Monelli - Conversano (BA)
Missionari Comboniani - Bari
Missionari Comboniani – Lecce
Movimento Beni Comuni – Mesagne (BR)
Movimento “ilGrillaio” – Altamura (BA)
Movimento 5 Stelle Altamura
M5S Puglia
Popoli e Culture -
PRC Bari
PRC Puglia
RifiutiZero Bari
Risorgimento socialista
USB - Bari
Prof. Riccardo Petrella, Presidente Institut Européen de Recherche sur la Politique de l'Eau, IERPE

lunedì 15 maggio 2017

L'ACQUEDOTTO SUL TAVOLO e L'ACQUEDOTTO SOTTO IL TAVOLO

Regione e AQP SpA nell'ALTRO TAVOLO TECNICO senza il Comitato “AcquaBeneComune”

PETRELLA: “Sul futuro di AQP è tempo di chiarezza in Regione Puglia”

Con la presente anche io voglio esprimere la mia sorpresa in merito alla nota diffusa il 5 maggio dall’ANCI Puglia avente come oggetto “Servizio idrico. Primo incontro del Tavolo Tecnico AIP, Regione, ANCI, AQP”, istituito per iniziativa dell’AIP il 20 marzo scorso (qui di seguito TT-AIP)
La sorpresa non riguarda l’esistenza del TT-AIP del tutto logica e legittima  anche se c’è da domandarsi perché l’AQP faccia parte del TT-AIP e non anche del tavolo tecnico Comitato Acqua-Regione (qui di seguito TT-CR).
La sorpresa è generata dal fatto che nella nota si riporta che il TT-AIP ha ristretto la procedura di individuazione del nuovo soggetto gestore del Servizio idrico Integrato  unicamente a due possibilità:
-          l’indizione di una gara pubblica
-          l’affidamento in house con trasferimento di quote della Regione ai Comuni.
Da ciò emerge che il TT-AIP esclude formalmente la presa in considerazione di una terza possibilità, quella della trasformazione dell’AQP SpA in azienda speciale.
La sorpresa è del tutto legittima perché non è possibile supporre che la Regione, membro del TT-AIP, non avesse informato il Consiglio regionale della restrizione operata dal TT-AIP   allorché Il Consiglio regionale ha finalmente istituito il “suo” TT-CR , sotto la pressione insistente del Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” e delle altre associazioni/organizzazioni sottoscrittrici della campagna “Acqua e Democrazia”,  ben sapendo che il Comitato pugliese è notoriamente favorevole in priorità alla possibilità esclusa dall’TT-CR.
Come mai, allora, l’AIP ha accettato di fare parte del TT-CR partendo da posizioni che escludono a priori la terza possibilità? A questo riguardo è molto più coerente e ragionevole  a posizione del Comitato Pugliese il quale, pur essendo favorevole alla terza soluzione, è disposto ad esaminare  e valutare comparativamente insieme agli altri membri del TT-CR tutte le soluzioni  possibili.
L’argomento dell’AIP è esplicitamente ripetuto nella nota ANCI. Secondo l’AIP, la normativa in vigore imporrebbe due sole soluzioni, quelle menzionate nella nota. Pertanto la proposta dal Comitato Pugliese non sarebbe ammissibile dalle norme vigenti. Si tratta di una tesi pubblicamente e da tempo contestata dal Comitato pugliese e da numerosi altri organismi ed esperti in Italia.
Per questo, il Consiglio Regionale ha ammesso l’interesse e l’utilità di un tavolo tecnico con la partecipazione del Comitato pugliese e altri soggetti. Se cosi non fosse stato, il Comitato Pugliese non avrebbe logicamente accettato di partecipare  a tavolo tecnico nato come una truffa. 
Alla luce della nota in questione, è legittimo domandare alla Regione e all’AIP di chiarire cosa intendono quando affermano, secondo la Nota ANPI, che il TT-CR è “prettamente politico” e la sua funzione è di “legittimamente produrre tutti gli atti che saranno ritenuti più opportuni per sollecitare interventi nazionali di carattere normativo e per quanto attiene alla tempistica futura”. Dobbiamo interpretare che, secondo loro, il TT-CR può solo pensare alle eventuali modifiche legislative future di competenza esclusiva del  Parlamento, e, che per quanto riguarda la procedura di individuazione del nuovo soggetto gestore del Servizio idrico Integrato, il campo di analisi del TT-CR resta ridotto alle due possibilità sopraddette?
Qual è la posizione del Consiglio Regionale in proposito? Da che parte è? Pensa che il TT-CR  debba lavorare con rigore e profondità su tutte le tre possibilità? Noi del Comitato siamo nel TT-CR per questo e con questo spirito, senza esclusioni e manipolazioni. Abbiamo già distribuito in seno al tavolo tecnico un primo documento esplicativo della nostra tesi sulla ammissibilità e  fattibilità giuridica  della trasformazione dell’AQP in azienda speciale. Aspettiamo di prendere conoscenza di note dettagliate esplicative delle tesi contrarie e discuterle. Continueremo a produrre altre note e siamo disposti a lavorare con rapidità anche attraverso gruppi tecnici più ristretti in seno al TT-CR, come da noi proposto all’ultimo incontro. 
È tempo di chiarezza. Noi abbiamo creduto e abbiamo fiducia nell’iniziativa indotta dal Consiglio regionale. Non ci presteremo in nessun modo a future eventuali mistificazioni che denunceremmo con forza e vigore pubblicamente. 

Prof. Dr. Riccardo Petrella,
Ex-Presidente dell’AQP
Membro della rappresentanza del Comitato pugliese Acqua Bene Comune
in seno al Tavolo Tecnico istituito dal Consiglio regionale della Puglia

venerdì 12 maggio 2017

UN TAVOLO POPOLARE PER IL FUTURO DI AQP

Grazie all'impegno e alla lotta del Comitato Pugliese Acqua Bene Comune e di tutte le realtà e le persone che hanno costruito la campagna "Acqua e Democrazia", la Regione Puglia ha infine convocato il tanto sospirato tavolo tecnico paritario (nove esponenti indicati dal Comitato più altri nove espressione dei gruppi del Consiglio Regionale) per definire la nuova gestione dell'acquedotto pugliese.
La vertenza per un acquedotto davvero pubblico è quindi vinta? Ovviamente no.
Infatti  il governo regionale appare  unicamente intenzionato a scongiurare la gara pubblica al termine della gestione targata AqP Spa  per perseguire come unica soluzione alternativa quella della proroga all'attuale società, protrarrendo così con la forma giuridica privata e la politica industriale privatistica che in questi anni non ha mai garantito il diritto all'acqua e la trasparenza che dovrebbe essere di una società di proprietà della Regione Puglia.
Il nostro obiettivo è quello invece di arrivare ad un acquedotto pubblico e partecipato, del tutto slegato delle regole del mercato e dalle logiche del profitto, che risponda cioè ad una forma giuridica pubblica (un'azienda speciale).
Il percorso rivendicativo che ci ha portato fin qui è stato aperto, inclusivo e costruito dal basso. Vogliamo che continui ad esserlo. Non intendiamo farci rinchiudere dalla nostra controparte in un asfittico tavolo tecnico.
Per questo convocheremo un vero e proprio tavolo "popolare" permanente cui chiunque potrà partecipare. Uno spazio di discussione che possa fare costantemente il punto sul tavolo tecnico, ma che raccolga anche proposte e riflessioni sull'acquedotto che vogliamo e le iniziative da mettere in campo per raggiungere l'obiettivo.

Il primo tavolo popolare è convocato domenica 14 maggio alle 17 presso lo Spazio di Mutuo Soccorso Bread&Roses in Via Amendola 189/A

giovedì 11 maggio 2017

CON L'ACQUA NON SI SCHERZA!

IL DIRITTO UMANO ALL'ACQUA UNISCE PUGLIESI E LUCANI 
Richieste, proposte e una grande manifestazione interregionale sabato 27 maggio a Matera.


Più di sessanta persone sono giunte a Matera il 6 maggio per l'assemblea #salvalacqua no triv. 
Pugliesi e lucani hanno condiviso informazioni, elaborato proposte e strategie per difende­re il diritto all'acqua potabile di buona qualità.
Dopo il convegno “SALVALACQUA DAL PROFITTO E DAL PETROLIO” lo scorso 23 marzo a Bari, i movimenti, gruppi, associazioni e singoli cittadini di Puglia e Basilicata si sono dati appuntamento a Matera (Capitale Europea della Cultura 2019) per ribadire, a tre anni dalla nascita della Rete appulo-lu­cana Salvalacqua, la priorità dell'Acqua sul Petrolio. "Temiamo che quelle 400 tonnellate di greggio sversate in Val d'Agri - almeno stando a quanto dichiarato da Eni con un ritardo vergognoso - siano sottostimate. Non ci conforta l'approssimazione di Enti locali e ARPA di Puglia e Basilicata che pare ci tengano più alle sorti di una grossa azienda che non a milioni di uomini, donne e bambini lucani e pugliesi. Ci inquietano le parole del Sottosegretario del MISE Gentile, che facendo riferimento ai continui sversamenti di idro­carburi a Viggiano e Grumento, ha ridotto irresponsabilmente il tutto ad un semplice “inciden­te di percorso”, affermando addirittura che si tratta di “incidenti che possono accadere e che non è escluso che possano accaderne altri in futuro”.
L'acqua unisce ancora una volta lucani e pugliesi (e non solo): le sorgenti lucane sono le stesse che dissetano i pugliesi e durante l'assemblea la preoccupazione si è toccata con mano soprat­tutto sul versante pugliese che ha partecipato in maniera importante all'evento. Del resto i luca­ni sono pochi e sono soprattutto i comuni pugliesi che utilizzano l'acqua del Pertusillo (situato a soli 2 km dal Centro Oli di Viggiano - COVA).
Prossimo appuntamento sabato 27 maggio in piazza, a Matera. La capitale della Cultura 2019 non può rinunciare ad un ruolo chiave nell'affermazione di una nuova CULTURA DELL'ACQUA, al riparo dagli "incidenti rilevanti" dell'industria del Petrolio e dalle imminenti pri­vatizzazioni come quella che attende l'Acquedotto pugliese nel 2018.
TANTE LE RICHIESTE emerse in assemblea a partire dalla chiusura definitiva del COVA, allo spo­stamento dagli incarichi di tutti quei dirigenti che dovrebbero tutelarci e che sono sotto proces­so per reati ambientali; dalla cancellazione della Fondazione Osservatorio Ambiente (poco attiva in Basilicata a fronte dell'utilizzo di tanti soldi pubblici) allo stop all'impianto mobile di tratta­mento dei reflui petroliferi arrivato in Val d'agri nei mesi scorsi per "ripulire" le acque inquinate (progetto SIMAM) ma che ha già sollevato in passato le fondate critiche delle associazioni locali subendo anche uno stop amministrativo. Si chiede, inoltre, che le associazioni ambientaliste ed i comitati possano intervenire concreta­mente e fattivamente alle Conferenze di Servizi e si auspica diconoscere i risultati dello studio dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sugli impatti delle trivellazioni in Val d'Agri.
Ai sindaci torneremo a chiedere con forza di promuovere con le ASL analisi delle acque erogate nei rispetti­vi territori e non escludiamo di ricorrere alla giustizia italiana ed europeaA Matera ci arriveremo coinvolgendo tutti gli attori sociali, le agenzie educative dei vari territo­ri, i sindaci e le comunità religiose che sono, spesso, più vicini ai cittadini di quanto non lo siano i governi regionali e nazionali.
L'acqua è un elemento paradigmatico, un baluardo a difesa della sovranità popolare.
La difesa del diritto umano all'acqua ben si presta ad una sintesi di tutte le battaglie a difesa dei BENI COMUNI (NO TAV, Il Popolo degli Ulivi, NO TAP, etc.). A questi cittadini attivi impegnati nei vari territori va la nostra solidarietà e vicinanza ed in nostro invito ad unire le forze.

Perchè un bicchiere d'acqua vale più di mille barili di petrolio.

FACEBOOK: rete.salvalacqua

mercoledì 5 aprile 2017

Convegno #SALVALACQUA DA PROFITTO E PETROLIO: i risultati!

Grande partecipazione al convegno #SALVALACQUA DAL PROFITTO E DAL PETROLIO del 23 marzo, sia sul versante pugliese che su quello lucano.
Puglia e Basilicata condividono la stessa acqua che va salvaguardata sia dal punto di vista qualitativo sia da quello gestionale e politico.

Illuminanti le relazioni di Giuseppe Di Bello e di Riccardo Petrella
Significative le testimonianze dei Comitati Lucani (con Francesco Masi) e Campani (Consiglia Salvo) sullo stato del diritto all'acqua e della qualità della risorsa idrica in Basilicata e Campania.
Ospiti della comunità dei Comboniani di Bari che, con padre Ottavio Raimondo, hanno voluto contribuire alla discussione invitando a una grande attivazione sui vari territori.

ABBIAMO TOCCATO UN NERVO SCOPERTO: per la prima volta si è sancita una fusione tra due problematiche che pure rappresentano di fatto due facce della stessa medaglia:

- ACQUEDOTTO PUBBLICO E PARTECIPATO. Significa che la forma giuridica del gestore del Servizio Idrico Integrato non è neutrale e che oggi non può che essere quella dell'Azienda speciale senza scopo di lucro e con il solo l'obbligo del pareggio di bilancio; la stessa deve prevedere dei meccanismi di partecipazione e controllo.
- DIRITTO ALL'ACQUA (DI BUONA QUALITA'). UN BICCHIERE D'ACQUA VALE PIU' DI MILLE BARILI DI PETROLIO. La risorsa idrica va tutelata dal punto di vista quali/quantitativo e va messa al riparo dai rischi delle trivellazioni petrolifere. E' necessario affermare la priorità dell'acqua sul petrolio, della vita di milioni di persone sui profitti di chicchessia.
Attorno all'invaso del Persusillo è in atto da oltre 20 anni una intensa attività estrattiva e nella zona è presente il Centro Oli di Viggiano (che tratta il greggio prima di inviarlo alla raffineria di Taranto) nonché diversi pozzi esausti nei quali si reiniettano le c.d. acque di lavorazione del petrolio. Lo scorso 23 gennaio, inoltre, a causa di uno sversamento di greggio nel COVA, la rete fognaria (e relativi depuratori) ha fatto registrare importanti presenze di petrolio nei tombini sia dentro che fuori del Centro Oli.
Si tratta, evidentemente, di una bomba a orologeria da disinnescare quanto prima, sperando che non sia troppo tardi.

Con questo Convegno si è fatto un grande salto di qualità sia nell'analisi politica che nella proposta
Alla proposta di istituzione di un tavolo tecnico paritario con la Regione Puglia (di prossima convocazione) sono emerse alcune proposte relative a quanto accade in questi giorni in Val d'Agri, fatti che potrebbero avere serie ripercussioni sullo stato di salute dell'Invaso del Pertusillo:
Risulta in questo momento prioritario:
- procedere al trasferimento di tutti quei dirigenti pubblici rinviati a giudizio per reati contro l'ambiente;
- procedere con URGENZA alla Messa in Sicurezza di Emergenza
- istituire una consulta interregionale della trasparenza
- proporre, nei Consigli comunali l'approvazione di Mozioni al fine di 
1. Promuovere il monitoraggio e le analisi delle acque distribuite; 
2. Chiedere alla Regione Puglia di trasformare AQP SpA in AQP ente di diritto pubblico; 
3. attuare l'art. 46 dello statuto regionale pugliese nella parte in cui si istituisce e la Conferenza Economica Permanente.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Rete appulo-lucana Salvalacqua

venerdì 17 marzo 2017

SALVA L’ACQUA DAL PROFITTO E DAL PETROLIO!

Verso un Acquedotto pubblico e partecipato

Giovedì 23 marzo, alle ore 18.00,
Presso la Casa dei Missionari Comboniani a BARI
(Via G. Petroni, 101)
il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” e la Rete Appulo-Lucana “SALVALACQUA”,
insieme alle associazioni aderenti alla Campagna “Acqua e Democrazia” (di seguito elencate)

invitano la cittadinanza a partecipare

Interveranno:
       Il Prof. Riccardo Petrella, Presidente Institut Européen de Recherche sur la Politique de l'Eau, IERPE
       Il Tenente Giuseppe Di Bello, Polizia provinciale di Potenza
       P. Ottavio, Missionario Comboniano
       Il Coordinamento Campano per l’Acqua Pubblica
       Il Comitato Lucano Acqua Pubblica



Se possibile, confermare la partecipazione al seguente indirizzo: segreteriareferendumacqua@gmail.com 

mercoledì 22 febbraio 2017

l Consiglio della Regione Puglia istituisce il tavolo tecnico paritetico per la gestione pubblica di AQP

Il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” insieme ad altre persone di associazioni/organizzazioni/gruppi aderenti alla campagna “Acqua e Democrazia” ieri, martedì 21 febbraio, ha presidiato, con una delegazione, il Consiglio regionale in cui – finalmente, dopo sei mesi di silenzio – è stato messo all’ordine del giorno l’istituzione del tavolo tecnico paritario per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese il cui impegno era stato approvato già all’unanimità dal Consiglio regionale lo scorso 3 agosto.
Il Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione volta a istituire un tavolo tecnico paritetico con esperti indicati dal Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” e coordinato dal prof. Alberto Lucarelli – noto costituzionalista, estensore dei referendum del 2011, nonché unico in Italia ad aver operato la ripubblicizzazione di una società per azioni in azienda speciale nella sua qualità di Assessore ai Beni Comuni della città di Napoli - al fine di individuare soluzioni tecnico-giuridiche per approdare alla ripubblicizzazione di AQP SpA.
Purtroppo, la maggioranza ha espresso diverse posizioni.
In particolare, il Consigliere Enzo Colonna ha depositato una mozione per l'avvio di un percorso partecipato al fine di «continuare ad assicurare la gestione pubblica del servizio idrico integrato». Nella presentazione della mozione il Consigliere ha espresso posizioni che il Comitato Pugliese non condivide e aspramente contesta. Il Consigliere Colonna, infatti, ha posto il problema della forma giuridica come una questione non dirimente, non essenziale, “vecchia” e non centrale nell'attuale momento storico e per il futuro di AQP SpA. La cosa suona pretestuosa da un punto di vista politico – poiché lo stesso Consigliere nel 2011 sosteneva esattamente il contrario – e piuttosto “strana” da un punto di vista giuridico, insegnando il Consigliere Colonna diritto all’Università dovrebbe ben sapere (come siamo sicuri sappia) che le forme giuridiche non sono “neutre” ma che producono effetti diversi sul piano socio-economico e politico più in generale. Una società per azioni, avendo come obiettivo il conseguimento dell’utile, opererà scelte a questo finalizzate (distacchi, aumento delle tariffe, tagli del personale e delle unità operative, ecc.). Al contrario, l’azienda speciale, avendo come obiettivo contabile il pareggio di bilancio, agirà secondo criteri diversi a servizio dell’interesse pubblico. Del resto, la qualificazione del bene comune acqua – riconosciuta e posta a fondamento del suo intervento dal Consigliere – dovrebbe, invece, indurre a valorizzare l'esigenza di gestione democratica di tale bene. La democraticità della gestione può (e deve) trovare maggiore spazio in una forma pubblica (quale l'azienda speciale, sul modello di ABC Napoli ed Eau de Paris). Segnaliamo, quindi, con dispiacere la posizione del Consigliere Colonna e auspichiamo che le sue competenze tecniche siano poste al servizio della tutela dell'acqua bene comune e della necessaria ripubblicizzazione di AQP SpA anche ora che è in maggioranza, analogamente a quanto fece nel 2011 quando era forza di opposizione.
Il Consigliere Fabiano Amati ha, invece, presentato una mozione volta a impegnare la giunta a richiedere la cancellazione del termine di scadenza della concessione ad AQP SpA. Il Consigliere ha ricostruito – in maniera parziale, a dire il vero – il percorso di “risanamento” di AQP SpA, il tentativo di ripubblicizzazione operato dalla prima giunta Vendola con un tavolo paritetico e la bocciatura da parte della Consulta di alcuni articoli della legge proposta dal tavolo tecnico partitario con il Comitato pugliese e approvata dalla Regione con alcuni emendamenti presentati dallo stesso Amati, allora Assessore. Ricordiamo al Consigliere Amati che quell'esperienza, unica nel suo genere in Italia, si concluse con una rottura improvvisa da parte della Regione del confronto con i rappresentanti ed esperti del Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”/Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e che – nonostante le numerose sollecitazioni di quest’ultimo – da allora nessun altro incontro con i rappresentanti istituzionali fu “concesso”.
Alla conclusione del dibattito, si è giunti a una proposta di mozione a firma congiunta, Movimento 5 Stelle, Noi a Sinistra per la Puglia e PD, votata ed approvata dal Consiglio, che contiene un piccolo passo avanti nel senso di quanto richiesto dal Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”. Il Consiglio Regionale impegna, infatti, la giunta – e, in caso d’inadempienza, l'ufficio di Presidenza – all'istituzione, entro 15 giorni, di un tavolo tecnico paritario tra rappresentanti dei gruppi consiliari e esponenti del Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”, aperto altresì ad altri enti e associazioni al fine di assicurare la gestione pubblica del servizio idrico integrato in Puglia in conformità con la volontà popolare espressa dal referendum del 2011, nonché a richiedere, in conferenza Stato-Regioni, la modifica della scadenza della concessione ad AQP SpA
Il Comitato vigilerà perché questo (limitato) impegno trovi, finalmente, attuazione e perché il tavolo tecnico sia diretto all’individuazione della migliore soluzione tecnica per raggiungere l'obiettivo politico della ripubblicizzazione dell'Acquedotto Pugliese SpA affinché questo diventi un ente pubblico e partecipato volto alla tutela quali-quantitativa delle acque e al rispetto del diritto umano all'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, che possa scongiurare il distacco delle forniture senza la garanzia del diritto umano (come da due mesi accade a numerose utenze di Lecce e provincia), così come la continuità, ampiezza dei parametri e trasparenza dei controlli sulla qualità delle acque distribuite (rispetto alle quali tanti dubbi sorgono con riferimento all’invaso del Pertusillo e alla presenza di idrocarburi segnalata nuovamente e con dati allarmanti in questi giorni).
Quanto alla richiesta di modifica della scadenza della concessione auspichiamo che essa sia solo un tassello del percorso verso la ripubblicizzazione e non un diversivo per proseguire con disegni alieni al rispetto della natura di bene comune dell'acqua, quali il progetto di una multiutility o di un mostrum quale l'Acquedotto del Sud sul modello di soggetti quali Veolia e Suez, di cui si è appreso negli scorsi mesi attraverso la stampa.

lunedì 20 febbraio 2017

NON C'E' ACQUA DA PERDERE!!! AAA CERCANSI CONSIGLIERI PUGLIESI COERENTI...

... PER VOTARE ODG PER RIPUBBLICIZZARE AQP. 
ASTENERSI PERDITEMPO
         
IL PROSSIMO CONSIGLIO REGIONALE DIA IL VIA AL PERCORSO DI RIPUBBLICIZZAZIONE DI ACQUEDOTTO PUGLIESE:SUBITO L’ISTITUZIONE DI UN TAVOLO TECNICO PARITETICO.

In questo momento la battaglia per la ripubblicizzazione di AQP e per una gestione partecipata dello stesso è a un punto nodale.
Il 2018 è alle porte. Arrivare alla scadenza della concessione con l'inerzia e i finti proclami, cui i governi pugliesi ci hanno finora abituato, significa decretare - di fatto - la cessione ai privati dell'acquedotto più grande d'Europa. Uno scenario da evitare con ogni mezzo. E, finora, il governo Emiliano si dimostra come il governo Vendola: tante promesse e nessuna concretizzazione!
Lo scorso 7 febbraio si è persa una prima occasione per avviare il tavolo tecnico paritetico che ha per obiettivo la ripubblicizzazione di Aqp spa. Tempo prezioso che non possiamo più permetterci di perdere. La volontà emersa dal Referendum del 2011 necessita di atti concreti.
È per questo che abbiamo appreso con sconcerto il proposito del consigliere regionale Colonna Enzo di presentare un’ulteriore mozione in aggiunta all'Ordine del giorno esistente. Tanto più che lo stesso ODG dava seguito a una mozione già votata all'unanimità lo scorso 3 agosto, dall'intero consiglio regionale, compreso il gruppo di cui il consigliere Colonna è parte (oltre che capogruppo).
Non riusciamo a comprendere le ragioni di questo "cambio di rotta" e della necessità di questa “nuova” mozione, ora che gli impegni contenuti nella mozione “originaria” possono tradursi in fatti.
L'unico Ordine del giorno che il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” riconosce come coerente con la volontà popolare emersa dal referendum del 2011 e con la volontà politica dello scorso agosto è quello che prevede l'istituzione del tavolo tecnico paritetico al fine di individuare la soluzione tecnica idonea alla ripubblicizzazione dell'Acquedotto Pugliese S.p.A. Qualsiasi altro ODG o mozione è, per noi, incomprensibile, pretestuoso e finalizzato a perdere tempo.
Il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”, come tutte le realtà aderenti alla campagna “Acqua e Democrazia” (di seguito firmatarie), è aperto e dialogante con chiunque voglia mettersi a diposizione concretamente per la causa per cui è nato (conseguimento e tutela del diritto all'acqua potabile di buona qualità e ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico integrato).
L'impegno manifestato negli anni precedenti dal consigliere Colonna sul tema dell'acqua bene comune - quando era consigliere di opposizione al Comune di Altamura - non attribuisce alcun credito nei confronti del Comitato che, si rammenta, non ha mai mancato di stigmatizzare comportamenti incoerenti rispetto ai fini da esso perseguiti, da chiunque questi siano pervenuti.
Augurando buon lavoro a tutti i consiglieri regionali, si invitano, quindi, tutte le forze politiche a manifestare - con i fatti - la volontà di tutelare e difendere il diritto all'acqua e di gestire il servizio idrico integrato in modo pubblico e partecipato, attraverso l’istituzione del tavolo tecnico paritario per la ripubblicizzazione di AQP SpA.
Aderenti alla campagna “Acqua e Democrazia”

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”
AIAB, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica
ABAP Puglia (Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi)
Associazione “Laici comboniani” -  Lecce
Associazione “Sviluppo Sostenibile”
Attivisti a 5 stelle Martina Franca (TA)
Azione Civile -Ingroia
Banca Etica – Gruppo Iniziativa Territoriale (Bari)
Beni Comuni - Lecce
Beni Comuni - Taranto
Cobas – Confederazione dei Comitati di base
Collettivo EXIT di Barletta
Collettivo “Terra Rossa” di Lecce
Comitato “Acqua Bene Comune” - Lecce
Comitato Acqua - Palo del Colle (BA)
Comitato Acqua - Bari
Comitato “Beni Comuni” – Putignano (BA)
Comitato di Terra di Bari per il NO alla Riforma Costituzionale
Comitato NO TRIV Terra di Bari
Comitato per il rispetto della Costituzione – Putignano (BA)
Comitato “2sì acqua bene comune” – Terlizzi (BA)
Consulta Ambiente - Santeramo (BA)
ConvochiamociperBari
Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell'Acqua
Coordinamento regionale “Acqua Pubblica Basilicata”
EUGEMA Onlus – Giovinazzo (BA)
Forum Ambiente e Salute – Lecce
Gravina 5 Stelle - Gravina in Puglia (BA)
Lecce Bene Comune
Masseria dei Monelli - Conversano (BA)
Missionari Comboniani - Bari
Missionari Comboniani – Lecce
Movimento Beni Comuni – Mesagne (BR)
Movimento “ilGrillaio” – Altamura (BA)
M5S Puglia
Popoli e Culture -
PRC - Bari
RifiutiZero Bari
USB - Bari
Prof. Riccardo Petrella, Institut Européen de Recherche sur la Politique de l'Eau, IERPE

mercoledì 8 febbraio 2017

La partecipazione è “un teatrino”?Allora di cosa ha paura il Consigliere Amati?

Il Consigliere Fabiano Amati ha un concetto di partecipazione piuttosto “elastico”, secondo la stagione politica e gli interessi da difendere. Dunque, ieri, durante il Governo Vendola - quando si accompagnava ai Movimenti e ai cittadini nelle conferenze e negli incontri in mezza Puglia come Assessore della giunta in primo piano per la ripubblicizzazione di AQP SpA 
(salvo poi bloccare il processo con emendamenti fuorvianti introdotti all’ultimo momento, votati dal governo e, poi, bocciati dalla Corte costituzionale; si veda l'archivio di questo blog) - la partecipazione non era “eccessiva” e finalizzata “al teatrino della politica” ma reputata adeguata a portare acqua al mulino di quella che poi si è rivelata la più indegna mistificazione sul tema: “la ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese”. Oggi, invece, poiché la partecipazione non è più in linea con la “narrazione” dominante del “palazzo” e contrasta gli interessi e gli obiettivi di alcune persone al governo della Regione, diventa “eccessiva” e finalizzata “al teatrino della politica”. Che dire? Un uomo per ogni stagione! Un concetto per ogni occasione!

Ma – poiché l’informazione veritiera e corretta è alla base di ogni scelta consapevole - andiamo alla sostanza, chiarendo punto per punto le inesattezze e le dichiarazioni rese dal Consigliere Fabiano Amati nel suo comunicato.

  1. Le leggi vigenti consentono la trasformazione dell’Acquedotto pugliese da Società per Azioni (società commerciale a scopo di lucro) in Azienda Speciale (ente di diritto pubblico non a scopo di lucro) come il caso di Napoli testimonia (dove ARIN SpA è stata trasformata nell’Azienda Speciale “Acqua Bene Comune”).
  2. La richiesta del tavolo tecnico congiunto da parte del Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” e di tutte le associazioni/gruppi/comitati/organizzazioni/ecc. qui di seguito indicate, e proposta ieri, 7 febbraio, dal M5S alla Conferenza dei Capi gruppo, non è dovuta alla “foga […] di costruire falegnamerie” ma alla necessità di dare seguito a una delibera votata all’unanimità dal Consiglio regionale lo scorso 3 agosto e, dunque, - traducendo (anche per il Consigliere Amati) – alla necessità di rispettare le istituzioni e i cittadini!
  3. Chi ha un ruolo politico non può votare una cosa e dopo sei mesi non dare seguito e pensare che cada nel “dimenticatoio” perché questo significherebbe aver messo in atto un’azione deliberata per tenere momentaneamente “buoni” i cittadini (tanto prima o poi si sarebbero stancati di rivendicare) e nel frattempo “guadagnare” tempo per progetti altri. Ma, neanche noi – Consigliere Amati – in prima battuta crediamo nella malafede!
  4. L’eventuale proroga della concessione non preclude –sul piano né giuridico, né legislativo, né politico né, tantomeno, logico - la costituzione del Tavolo Tecnico congiunto per verificare la possibilità di ripubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese. Del resto la costituzione del tavolo non rappresenta un ostacolo all’eventuale proroga di cui sopra. E allora, perché non dare seguito a una delibera adottata all’unanimità dal Consiglio Regionale e, dunque, anche da coloro che oggi si oppongono alla sua realizzazione?

Di cosa ha paura il Consigliere Fabiano Amati?
Che cosa temono coloro i quali oggi si oppongono alla costituzione del tavolo tecnico per la ripubblicizzazione (pur avendo votato ieri la delibera a suo favore)?
Chi c’è dietro l’accanimento di un Governo che non vuole dare corso a quanto il Consiglio regionale ha deliberato all’unanimità?

Queste sono le domande di fondo che noi cittadini dobbiamo porci, magari con l’aiuto di qualche giornalista incuriosito …. La partita non è “solo” il diritto umano all’acqua, la partita non è “solo” la modalità di gestione di un acquedotto costruito con soldi pubblici e con il sudore dei nostri nonni e delle nostre nonne, la partita è molto più grande ed è la democrazia.
Chi governa lo deve fare secondo le regole e non ignorando il volere dei cittadini, altrimenti abusa del suo potere! Chi governa deve onorare le istituzioni e non usarle a suo piacimento!

In nome della Democrazia e della sovranità popolare sancita dalla Costituzione (art. 1 comma 2) pretendiamo:

-          l’istituzione del Tavolo Tecnico Congiunto per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese così come votato dal Consiglio Regionale all’unanimità lo scorso 3 agosto 2016;
-          il rispetto delle regole, delle leggi e delle istituzioni.



Aderenti alla campagna “Acqua e democrazia”
Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”
AIAB, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica
ABAP Puglia (Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi)
Associazione “Laici comboniani” -  Lecce
Associazione “Sviluppo Sostenibile”
Attivisti a 5 stelle Martina Franca (TA)
Azione Civile -Ingroia
Banca Etica – Gruppo Iniziativa Territoriale (Bari)
Beni Comuni - Taranto
Cobas – Confederazione dei Comitati di base
Collettivo EXIT di Barletta
Collettivo “Terra Rossa” di Lecce
Comitato Acqua - Palo del Colle (BA)
Comitato Acqua - Bari
Comitato di Terra di Bari per il NO alla Riforma Costituzionale
Comitato NO TRIV Terra di Bari
Consulta Ambiente - Santeramo (BA)
ConvochiamociperBari
Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell'Acqua
Forum Ambiente e Salute – Lecce
Lecce Bene Comune
Masseria dei Monelli - Conversano (BA)
Missionari Comboniani Bari
Movimento Beni Comuni – Mesagne (BR)
Movimento “ilGrillaio” – Altamura (BA)
M5S Puglia
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RifiutiZero Bari 
Prof. Riccardo Petrella, Institut Européen de Recherche sur la Politique de l'Eau, IERPE