giovedì 23 giugno 2016

Emiliano spieghi perchè vuole fare dell'Acquedotto Pugliese una Multiutility aperta ai privati!

Acquedotto pugliese: un colpo al cerchio e uno alla botte.
La politica della Regione Puglia si conferma ambigua.


Il 25 marzo scorso, il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” ha incontrato il Presidente Michele Emiliano per un confronto sulla questione della Legge nazionale sull’Acqua e la gestione del servizio idrico integrato, sulla ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese e sulla concretizzazione del diritto umano all’acqua potabile. In quella occasione, il Presidente ha dichiarato che “l’acqua deve essere considerata un bene comune pubblico e, conseguentemente, il servizio idrico privo di rilevanza economica, deve essere gestito da un ente di diritto pubblico con la più ampia partecipazione della cittadinanza nella gestione e nel controllo. E ha aggiunto che è fondamentale che la politica riacquisti la sovranità del governo dell’acqua, unico modo per garantire il diritto umano all’acqua potabile sancito dalla Risoluzione dell’ONU del 28 luglio 2010”. Inoltre, contestualmente il Presidente Emiliano ha assicurato l’istituzione di un tavolo tecnico istituzionale che valuti le migliori modalità per garantire il rispetto dei principi referendari (http://www.regione.puglia.it/index.php?page=pressregione&opz=display&id=20116). Tuttavia, a distanza di quasi tre mesi e nonostante le sollecitazioni in tal senso, il Comitato pugliese non ha ricevuto alcuna comunicazione al riguardo.
Anzi, lo scorso 25 maggio, è stata presentata in Consiglio regionale una mozione a firma del consigliere del Partito Democratico Ernesto Abaterusso, volta a  impegnare il Governo regionale ad avviare un percorso per la cessione delle azioni  dell’Acquedotto Pugliese, AQP SpA, dalla Regione Puglia (attualmente unico azionista) a tutti i Comuni pugliesi, rispetto alla quale il Comitato aveva espresso alcune criticità e richiesto il ritiro della mozione (www.lacquanonsivende.blogspot.com). La mozione è stata ritirata ma del tavolo tecnico neanche l’ombra.
Piuttosto, dai media apprendiamo che sarebbe pronta una nuova legge che avrebbe a oggetto la trasformazione dell’acquedotto pugliese in unamultiutility con l’ampliamento dell’oggetto sociale dell’acquedotto a gas, energia e smaltimento dei rifiuti e all’energia, sulla base del modello ACEA (Roma), HERA (Bologna e Reggio Emilia) e IREN (Genova e Torino), con capitale anche privato e quotate in borsa! Al riguardo, da quanto risulta dai media, sarebbe stato già affidato “un incarico di consulenza strategica volta all’espansione delle attività di AQP” e “alla verifica della forma societaria più idonea” alla società Bain&Company a fronte di un compenso di 130.000 euro!
L’acquedotto più grande d’Europa, costruito con soldi pubblici, con un utile in costante crescita fa gola a molti e lascia a “secco” (e non solo in senso metaforico) molti altri. In primis i cittadini pugliesi che vedono le loro tariffe costantemente aumentare (del 22,4% nel periodo 2007-2012 e ancora del 19% dal 2012 al 2015), che devono sostenere interessi di mora ed eventuali spese di recupero credito in caso di ritardo nel pagamento, o che si vedonostaccare la fornitura già a partire dal secondo insoluto! Cittadini ai quali non è garantito il diritto umano all’acqua!

E a fronte di questa situazione il Presidente Michele Emiliano cosa fa? Impiega 130.000 euro di soldi pubblici per una società di consulenza privata al fine di trasformare l’acquedotto in una holding e aprirlo al business dei rifiuti e delle energie, piuttosto che onorare l’impegno assunto e istituire il tavolo tecnico congiunto con professionisti e giuristi di fama nazionale e internazionale che avrebbero prestato la loro opera gratuitamente per la ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese.

A questo punto non ci resta che rivolgerci nuovamente a tutti i rappresentanti dei cittadini chiedendo di essere auditi quanto prima al fine di illustrare la nostra analisi su:

-          situazione attuale dell’acquedotto pugliese

-          rischi legati alla privatizzazione totale dello stesso

-          fattibilità sul piano giuridico della ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese.


Ripubblicizzare l’acquedotto pugliese si può.

Garantire il diritto umano all’acqua potabile si può.

Preferire una politica costruita sulla preminenza della funzione sociale dell’acqua piuttosto che su quella economica si può.

Sottrarre l’acqua, bene vitale, alle logiche del profitto si può.

E’ solo questione di volontà politica e lo dimostreremo durante l’audizione presso le Commissioni del Consiglio regionale, sempre che i Consiglieri, il governo regionale pugliese e il Presidente Michele Emiliano siano interessati al confronto con i cittadini, rappresentati dal Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”, i quali - non dimentichiamolo - si sono espressi in modo chiaro e inequivocabile per il profitto fuori dall’acqua e per l’acqua fuori dalle logiche di mercato nei referendum del 12 e 13 Giugno 2011.

giovedì 26 maggio 2016

Ritirata la mozione da parte del Consigliere Abaterusso

Il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” esprime soddisfazione per il ritiro della mozione da parte del Consigliere Abaterusso e lo ringrazia per aver preso in considerazione la richiesta avanzata in tal senso (in calce).
Riconosciamo la volontà di confronto e attendiamo, al più presto possibile, l’istituzione del Tavolo tecnico congiunto paritario secondo l’impegno già assunto dal Presidente Michele Emiliano nell’incontro ufficiale con il Comitato Pugliese Acqua Bene Comune del 25 marzo scorso  e nelle dichiarazioni  in occasione del dibattito alla Camera sul DDL 2212 
Nel frattempo, torniamo a chiedere al Presidente della Regione e ai Consiglieri tutti (così come abbiamo già fatto in mattinata) di sostenere con forza,  in occasione del  dibattito al Senato sul DDL 2212, la visione dell’acqua come bene comune e diritto umano inviolabile (come sancito dalla Risoluzione dell’ONU del 28 luglio 2010) e, conseguentemente, del servizio idrico integrato come servizio privo di rilevanza economica presupposto imprescindibile per una gestione realmente pubblica e partecipata della risorsa idrica.
Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”

Lettera al Presidente Michele Emiliano e al Consiglio regionale per RITIRO mozione ABATERUSSO


Egregio Presidente, Egregi Consiglieri,
oggi, mercoledì 25 maggio, verrà presentata in Consiglio regionale una mozione a firma del consigliere del Partito Democratico Ernesto Abaterusso, volta ad  impegnare il Governo regionale ad avviare un percorso per la cessione delle azioni  dell’Acquedotto Pugliese, AQP SpA, dalla Regione Puglia (attualmente unico azionista) a tutti i Comuni pugliesi. Il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” condivide l'opportunità di avviare un tavolo di confronto per avviare, assieme ai Comuni, un percorso condiviso in merito al rinnovo della concessione del servizio idrico integrato all'AQP in scadenza nel 2018 ma nel merito della mozione evidenzia alcune criticità.
Sulla base della legislazione attualmente vigente, il riferimento al supposto obbligo che la società in house debba essere obbligatoriamente partecipata dai Comuni non sembra esistere. Infatti, l'art. 7 della legge 164 fa riferimento agli Enti Locali in genere, non ai Comuni  (1e all'obbligo di partecipare all'ente di governo dell'ambito. Pertanto, poiché nel caso dell’Acquedotto pugliese l'ambito è quello regionale, l'ente locale di riferimento ci sembra possa continuare a essere la Regione.
Dunque, la proposta di trasferimento delle quote di AQP SpA ai Comuni non può essere imputata a un obbligo normativo di trasferimento ai Comuni.
Con riferimento al  modello di "governance" del servizio idrico,  riteniamo che sotto il profilo della opportunità politica sia necessario tener presente i rischi connessi con un frazionamento dell'azionariato ai 258 Comuni in un  contesto i cui molti Comuni si trovano a dover sottostare a vincoli di bilancio e difficoltà a garantire i servizi essenziali, con conseguenti possibili percorsi di  cessione delle quote azionari a privati o problemi di governabilità a livello di decisioni da adottare a livello di ATO. 
E’ evidente che a fronte dell'orientamento del Governo nazionale che spinge verso la privatizzazione dei servizi pubblici locali (Decreto Madia) è necessario che il Consiglio e il Governo regionale operino sull'acqua e sul servizio idrico una scelta politica netta che merita di essere affrontata in Consiglio regionale in  occasione del rinnovo della concessione  anche in relazione al dibattito in Parlamento sul Disegno di  legge  2212 su " Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque, già approvata dalla Camera ed in discussione al Senato”.
Il nodo è ancora una volta la visione dell’acqua e della sua funzione sociale assicurata attraverso il servizio idrico integrato. Il servizio idrico può essere inteso di rilevanza economica (decisione che viene consolidata dal Governo nazionale attraverso il Decreto Madia) o essere classificato come   privo di rilevanza economica (opzione consentita dalla normativa europea agli Stati membri).
Quest'ultima visione è stata espressa dai cittadini pugliesi e da quelli italiani attraverso il referendum del 2011 e dagli impegni pubblici assunti dalla Regione nella persona del Presidente Emiliano nell’incontro ufficiale con il Comitato Pugliese Acqua Bene Comune del 25 marzo scorso  e da dichiarazioni  in occasione del dibattito alla Camera sul DDL 2212. 
Sulla base di queste considerazioni, il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”,
CHIEDE
-  Al Consigliere Abaterusso di ritirare la mozione
-  Al  Presidente della Regione e al Consiglio regionale di
1)  Sostenere con forza,  in occasione del dibattito al Senato sul PDL 2212, la visione dell’acqua come bene comune e diritto umano inviolabile (come sancito dalla Risoluzione dell’ONU del 28 luglio 2010) e, conseguentemente, del servizio idrico integrato come servizio privo di rilevanza economica presupposto imprescindibile per una gestione realmente pubblica e partecipata della risorsa idrica;
2)  di istituire, entro Giugno, un Tavolo tecnico paritario con la società civile per un confronto sulle prospettive e modalità di affidamento del rinnovo della concessione.

Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”.
(1)  [“Gli enti locali ricadenti  nel  medesimo ambito ottimale partecipano  obbligatoriamente  all'ente  di  governo dell'ambito, individuato dalla competente regione per ciascun  ambito territoriale ottimale,  al  quale  e'  trasferito  l'esercizio  delle competenze ad essi spettanti in materia  di  gestione  delle  risorse idriche, ivi compresa la programmazione delle infrastrutture  idriche di cui all'articolo 143, comma 1.»]

sabato 2 aprile 2016

Lettera aperta a Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia. Un forte "Bravo" per il Suo rifiuto del furto della sovranità popolare e dell'acqua diritto umano e bene comune.

Bravo Signor Presidente,

di ritorno da un breve soggiorno all'estero, è stato un vivo piacere leggere il comunicato dell'ufficio stampa della Regione Puglia del 26 marzo scorso nel quale si riportano le Sue dichiarazioni in merito alla legge nazionale sull'acqua e la gestione idrica. Proprio oggi, è cominciato alla Camera dei Deputati  il dibattito sugli emendamenti proposti   dai parlamentari del PD ("Partito Dominante") al progetto di legge nazionale sull'acqua d'iniziativa popolare (più di 400 mila firme raccolte! sottomesso al Parlamento nel lontano 2007 e solo dal 2015 messo in esame dal Parlamento!. Le Sue dichiarazioni sono di grande rilievo perché se gli emendamenti fossero approvati, essi travolgerebbero radicalmente il senso e le finalità della legge d'iniziativa popolare. 

Vorrei esprimerLe il mio plauso e ringraziarLa sinceremente  per aver affermato con forza, chiarezza e semplicità quattro principi chiave per i quali  i movimenti dell'acqua in Italia , Europa ed altrove (il popolo degli "acquaioli!")  si battono da anni con convinzione e ragione. In particolare , le Sue dichiarazioni costituiscono un forte omaggio a tutti i cittadini italiani in lotta per il  rispetto integrale dei risultati dei due referendum abrogativi sull'acqua del 2011 finora inattesi, vuoi ignorati e, da poco, apertamente rigettati dal governo. 

Il primo principio da Lei difeso è quello secondo il quale “l’acqua deve essere considerata un bene comune pubblico". Era tempo di riaffermarlo in un contesto in cui la stragrande maggioranza delle classi dirigenti italiane ed europee hanno apertamente optato in favore dell'"acqua bene economico " soggetto a rivalità ed esclusione, cioé merce, e quindi, sottomesso ad un prezzo di scambio, monetarizzato. L'idea della monetizzazione  della vita predomina: fa bene constatare che un dirigente politico del Suo peso prenda posizione contro la mercificazione  dell'acqua.

Questo è nettamente precisato nel secondo principio da Lei riconosciuto e cioé che " il servizio idrico (è) privo di rilevanza economica". Da anni, i poteri forti italiani hanno tentato con leggi ed altre misure socio-economiche di affermare  che il servizio idrico è di rilevanza economica, considerando  detto servizio un'attività industriale e commerciale e, come, tale vendibile ad un prezzo abbordabile su tutti i mercati. Da qui le loro ripetute iniziative miranti ad includere i servizi idrici nei trattati europei ed internazionali di liberalizzazione di tutti i  servizi ( parzialmente fallite finora grazie alla resistenza dei cittadini).

Grazie, Signor Presidente, per aver riaffermato che  il servizo idrico è un obbligo per lo Stato e la collettività in quanto esso è essenziale per la concretizzazione del diritto umano all'acqua potabile ed ai servizi igienico-sanitari. 

Il terzo  ed il quarto principio costituiscono  un riconoscimento eclatante dell'imperativo di dover mettere fine al furto sistematico della sovranità dei cittadini in corso anche in italia. Ella ha ragione di insistere sul fatto che il servizio idrico deve essere gestito da un ente di diritto pubblico con la più ampia partecipazione della cittadinanza nella gestione e nel controllo e che .“bisogna che la politica riacquisti la sovranità del governo dell’acqua, unico modo per garantire il diritto umano all’acqua potabile sancito dalla Risoluzione dell’ONU del 28 luglio 2010”.

Vorrei sottolineare l'importanza dell'ultima frase con la quale Ella ricorda pertinentemente il legame tra diritto umano all'acqua e sovranità della politica sul governodell'acqua. Lei mette il dito sulla centralità del binomio diritti umani e sovranità effettiva dei cittadini. Oggi, i rappresentanti eletti della politica hanno abbandonato la loro sovranità affidando il governo dellla maggioranza dei beni e servizi comuni pubblici ai soggetti finanziari mondiali ed ai meccanismi del mercato globale (caso emblematico dell'Unione europea) . Né la finanza né il mercato riconoscono alcun diritto, ad eccezione  del diritto di proprietà privata e della libertà di azione del capitale. I  diritti umani e sociali sono da essi considerati un brutto costo, una zavorra da scaricare il più rapidamente possibile.

Come vede, Signor Presidente, penso che i cittadini  italiani debbobo esserLe grati. Memore, inoltre, dei contatti di fiducia e di rispetto intrattenuti con Lei  allorché ebbi l'onore di essere presidente dell'Acquedotto Pugliese(2015-2016) e Lei era sindaco di Bari, mi consenta di dirLe che sono fiducioso che nei prossimi mesi Ella cercherà di mettere in pratica in Puglia i principi sopra proclamati ispirando nella loro direzione i lavori del tavolo tecnico di cui ha assicurato l'istituzione. 

Spero di poter seguire a distanza i lavori del tavolo tecnico. Nel frattempo, Le rinnovo i miei complimenti,  con immutata stima e fiducia.

Riccardo Petrella
Ex-presidente dell'Acquedottto Pugliese, Presidente dell'IERPE (Institut Européen de Recherche sur la Politique de l'Eau) (B) 

President IERPE www.ierpe.eu - www.rampedre.net
Gruppo Promotore Banning Poverty 2018 www.banningpoverty.org

venerdì 25 marzo 2016

Il Comitato pugliese ABC ha incontrato il Presidente Emiliano. In Puglia e nel resto d'Italia la gestione dell'acqua deve essere pubblica.


Qui di seguito il comunicato diffuso dall'Ufficio Stampa della Regione Puglia a seguito dell'incontro odierno con il Comitato pugliese "Acqua Bene Comune" che aveva chiesto con urgenza al Presidente M. Emiliano e alla presidente del PD Puglia, Elvira Tarsitano, un confronto sulla questione della Legge nazionale sull’Acqua e la gestione del servizio idrico, sulla ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese e sulla concretizzazione del diritto umano all’acqua potabile.

Il Presidente, come potrete leggere, ha dichiarato che “l’acqua deve essere considerata un bene comune pubblico e, conseguentemente, il servizio idrico privo di rilevanza economica, deve essere gestito da un ente di diritto pubblico con la più ampia partecipazione della cittadinanza nella gestione e nel controllo. E ha aggiunto che è fondamentale che la politica riacquisti la sovranità del governo dell’acqua, unico modo per garantire il diritto umano all’acqua potabile sancito dalla Risoluzione dell’ONU del 28 luglio 2010”. 

Queste le motivazioni per cui il Presidente Emiliano chiederà ai parlamentari pugliesi di presentare gli emendamenti necessari a ripristinare il testo originario che ricalca il testo della Legge di Iniziativa Popolare dei Movimenti per l’Acqua.

Contestualmente, il Presidente ha assicurato l’istituzione di un tavolo tecnico istituzionale che valuti le migliori modalità per garantire il rispetto dei principi referendari. 

Adesso, chiediamo a tutti di aiutarci a diffondere tale notizia sui social network, alla stampa e, soprattutto, ai parlamentari del PD.


Il comunicato:

(PressRegione - Agenzia Giornalistica,
Direttore responsabile Elena Laterza - Iscritta al Registro della Stampa presso il Tribunale di Bari n. 26/2003)

Emiliano incontra delegazione comitato Acqua Bene Comune

Oggi il presidente Michele Emiliano ha incontrato una delegazione del Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”, che aveva richiesto un confronto sulla questione della Legge sull’Acqua Pubblica nazionale, sulla ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese e sulla concretizzazione del diritto umano all’acqua potabile.
Secondo il comitato “Acqua Bene Comune” infatti “il Parlamento ha finalmente deciso di discutere la legge di iniziativa popolare che i movimenti per l’acqua pubblica presentarono nel 2007. Purtroppo, però, la Commissione Ambiente della Camera, attraverso alcuni emendamenti, ha snaturato la legge, eliminando il principio dell’acqua come bene comune pubblico, dei servizi idrici come servizio di interesse generale privo di rilevanza economica e l’articolo che disciplinava la ripubblicizzazione, ovvero il ritorno della gestione dei servizi idrici integrati a soggetti giuridici pubblici”.
“In un momento in cui il Governo cerca di stravolgere e cancellare l’esito referendario del 2011 anche attraverso il ddl Madia – continuano gli esponenti del comitato - i parlamentari sono investiti di un compito delicato e impegnativo: difendere la volontà popolare che si è espressa chiaramente e nuovamente cinque anni fa”.
Il Presidente Michele Emiliano, a sua volta ha dichiarato che “l’acqua deve essere considerata un bene comune pubblico e, conseguentemente, il servizio idrico privo di rilevanza economica, deve essere gestito da un ente di diritto pubblico con la più ampia partecipazione della cittadinanza nella gestione e nel controllo.
“Bisogna – ha proseguito - che la politica riacquisti la sovranità del governo dell’acqua, unico modo per garantire il diritto umano all’acqua potabile sancito dalla Risoluzione dell’ONU del 28 luglio 2010”.
Contestualmente, il Presidente Michele Emiliano ha ribadito la sua volontà politica in tal senso e ha assicurato l’istituzione di un tavolo tecnico istituzionale che valuti le migliori modalità per garantire il rispetto dei principi referendari.
Anche per questo, il Presidente Emiliano chiederà ai parlamentari pugliesi di presentare gli emendamenti necessari a ripristinare il testo originario che ricalca il testo della Legge di Iniziativa Popolare dei Movimenti per l’Acqua.

http://www.regione.puglia.it/index.php?page=pressregione&opz=display&id=20116

giovedì 24 marzo 2016

Lettera al Presidente Emiliano e al PD Puglia: richiesta incontro

Presidente della Regione Puglia

 Dott. Michele Emiliano

 Al Presidente del Partito Democratico Pugliese

 Dott.ssa Elvira Tarsitano

 p.c. alla stampa

 22 marzo 2016

 Gentilissimi,

 vi scriviamo perché abbiamo l’esigenza di confrontarci con voi sul referendum.

Non di quello contro le trivellazioni del 17 aprile prossimo, che vede la Regione Puglia e il Partito Democratico pugliese schierati (giustamente) per il sì, anche contro le posizioni del Governo e del Partito Democratico nazionale.

Vogliamo confrontarci sul referendum del 2011. Un referendum che, come ben sapete (avendovi partecipato attivamente), ha portato 27 milioni di cittadini italiani a votare contro la privatizzazione dei servizi idrici integrati. Nonostante la vittoria in quella tornata referendaria, a distanza di quasi cinque anni ormai, non possiamo non evidenziare che le istituzioni, salvo rare eccezioni, non ne abbiamo mai rispettato l’esito.

La settimana scorsa, poi, abbiamo dovuto assistere all’ennesima beffa.

Il Parlamento ha finalmente deciso di discutere la legge di iniziativa popolare che i movimenti per l’acqua pubblica presentarono nel 2007 (sono passati nove anni e cinque legislature!). Purtroppo, però, la Commissione Ambiente della Camera ha deciso, attraverso un emendamento, di stralciare l’articolo 6 della suddetta legge che ne rappresenta il cuore e il punto più importante. Infatti, si tratta dell’articolo che sancisce il ritorno della gestione dei servizi idrici integrati a soggetti giuridici pubblici. Vale la pena ricordare che la legge di iniziativa popolare venne sottoscritta da circa 400.000 cittadini italiani di cui  circa 40.000 pugliesi!

In un momento in cui il Governo cerca di stravolgere e cancellare l’esito referendario del 2011 anche attraverso il ddl Madia, i parlamentari pugliesi, specialmente della maggioranza, sono investiti, loro malgrado, di un compito delicato e impegnativo: difendere la volontà popolare che si è espressa chiaramente cinque anni fa.

Per questo e per un confronto diretto anche sulla situazione dell’acquedotto pugliese e sulla concretizzazione del diritto umano all’acqua potabile – e, dati i ruoli che rivestite rispettivamente all’interno delle istituzioni e del Partito Democratico - chiediamo di potervi incontrare quanto prima.

Sicuri della vostra attenzione nei confronti dei processi democratici e di partecipazione popolare, restiamo in attesa di un riscontro. 


Il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”

RISPOSTA

24 marzo 2016


In riscontro alla vs richiesta d'incontro, il Presidente Emiliano vi attende domani 25 marzo alle ore 10,00 presso l'ufficio di Presidenza - Lungomare Nazario Sauro 33.

Cordiali saluti

La Segreteria del Presidente



venerdì 18 marzo 2016

Acqua/AQP: lettera APERTA a Consiglieri Regione Puglia


Consiglieri Regione Puglia 
p.c.
Presidente del Consiglio Dr. Loizzo
Presidente della Regione Puglia, Dr. M. Emiliano
stampa 

Bari, 5 marzo 2015

Egregio Presidente, Consiglieri tutti,
circa un mese fa apprendevamo con piacere che i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, insieme ai consiglieri Sabino Zinni (Emiliano sindaco di Puglia) e Guglielmo Minervini (Noi a sinistra per la Puglia), facevano propria la richiesta di convocazione del Consiglio monotematico - sulla situazione dell’AQP SpA e sulla gestione del servizio idrico integrato finalizzato alla “istituzione di un tavolo tecnico congiunto, composto da giuristi ed esperti di nomina regionale e altri indicati dal Comitato ‘Acqua Bene Comune’, in continuità con quanto già avvenuto nella passata legislatura – già inoltrata dallo scrivente Comitato.
Tuttavia, a oggi – e nonostante l’interesse dimostrato dal Presidente Loizzo nei confronti della tematica, che in una missiva ci  garantiva ‘massima attenzione istituzionale’ a tutela della ‘acqua pubblica’ e confermava l’importanza di sottrarla ‘definitivamente’ alle ‘logiche del profitto’ – la situazione sembra in stallo e non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale in tal senso.
Nel frattempo, è stato modificato l’assetto amministrativo di AQP SpA (da amministratore unico a consiglio di amministrazione composto da tre membri) senza che sia stata neanche comunicata chiaramente la ratio e gli obiettivi alla base di tale cambiamento.
In nome della trasparenza - che dovrebbe essere garantita nella gestione di un bene pubblico, ancor più se vitale – si impone la necessità di informazioni e chiarimenti.
Pertanto, torniamo a rivolgerci a voi Consiglieri, nella vostra qualità di rappresentanti dei cittadini pugliesi, affinché: 
chiediate ufficialmente ragione del cambiamento dell’assetto amministrativo e conto dei criteri di scelta adottati
sollecitiate al più presto l’ufficio di Presidenza a calendarizzare quanto prima il Consiglio monotematico sulla situazione dell’AQP SpA e sulla gestione del servizio idrico integrato.

Ringraziandovi per l’attenzione, restiamo in attesa di un vostro pronto riscontro.
Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”