mercoledì 1 aprile 2015

Comunicato stampa // Si prepara la privatizzazione totale dell'Acquedotto pugliese!

Comunicato stampa

Dal tavolo congiunto con il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”
al tavolo congiunto con la GORI SpA
ne è passata di acqua sotto i ponti della Regione Puglia!

Attenzione:
si prepara la privatizzazione totale dell’Acquedotto pugliese!

La notizia del protocollo d’intesa fra la GORI SpA (controllata da ACEA SpA) e l’Acquedotto pugliese SpA “per portare avanti un percorso comune di sviluppo di rapporti di partnership” sembra tanto una prova generale di quello che potrebbe accadere nel 2018 quando, in virtù della scadenza della concessione del servizio idrico integrato, si potrebbe procedere alla vendita ai privati delle azioni di AQP SpA.

Come diciamo oramai da anni, sono numerosi i segnali che fanno pensare a tale evenienza come la contrazione del personale, l’aumento delle tariffe, l’incremento degli utili e la dismissione del patrimonio avviati in questi ultimi anni.

L’acquedotto pugliese e il suo unico azionista “la Regione Puglia” con il governo più “progressista” del Paese (ma solo durante le campagne elettorali!) sono passati dal cercare la partecipazione dei cittadini per garantire il diritto all’acqua, ad attivare stabili relazioni con altre Società per Azioni per verificare “possibili sinergie sulle attività di tipo commerciale”; dall’istituire un tavolo tecnico congiunto con il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” (ottobre 2009) per la definizione di una bozza di legge per la ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese, all’istituzione di un tavolo tecnico con la GORI SpA per la “definizione e attuazione di un Piano generale delle attività da effettuare congiuntamente”.

Ecco forse cosa c’era nel Piano Industriale che ci è sempre stato negato!!!

Come cittadini torniamo a CHIEDERE ancora
all’Acquedotto pugliese SpA e alla Regione Puglia in qualità di unico azionista,

-     il RISPETTO DELLA VOLONTA’ POPOLARE, fermando tutte le manovre che aprono la strada alla privatizzazione totale del nostro acquedotto;
-  la TRASPARENZA: abbiamo diritto di conoscere le politiche aziendali prima che queste siano rese attuative;
-   il RISPETTO del DIRITTO UMANO ALL’ACQUA POTABILE, sancito dalla Risoluzione dell’Assemblea Onu del 28 luglio 2010 (A/64/L.63/Rev.1);
-          il RISPETTO del REFERENDUM del 2011.

BASTA ALLA GESTIONE PRIVATA DEL BENE VITALE!
L’ACQUEDOTTO PUGLIESE VA RIPUBBLICIZZATO!
LA SOVRANITA’ E’ DEL POPOLO, NON DEI MANAGER, NON DEI POLITICI!

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”

lunedì 30 marzo 2015

I Comboniani per la difesa della terra Salentina: appello‏‎

Il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” sottoscrive e aderisce al Messaggio che i Missionari e Laici Comboniani hanno inviato per la domenica delle Palme (vedete in basso) a difesa della nostra Terra minacciata dal Piano per sradicare la Xylella fastidiosa che comporterebbe l’abbattimento di un numero esorbitante di olivi nonché l’utilizzo di pesticidi, con gravi e irreparabili danni alle acque, ambiente, salute e economia locale.

Ci uniamo alla R-ESISTENZA e sottoscriviamo tutti i punti della proposta invitando i cittadini, le associazioni e le organizzazioni a fare lo stesso, inviando la propria adesione a laicicombonianilecce@yahoo.com oppure sottoscrivendo l'appello al seguente link: http://buonacausa.org/private/cause/i-comboniani-a-difesa-della-terra-salentina

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Alle sorelle e ai fratelli di buona volontà 
Messaggio per la domenica della Palme 

Oggi, domenica delle Palme, la chiesa cattolica celebra l’entrata di Gesù in Gerusalemme accompagnato come un liberatore e messia nel luogo dove risiede il potere. Il luogo del potere, oggi, è abitato da imprese e multinazionali che non hanno scrupoli nel perseguire i loro affari a spese della vita, da scienziati che maneggiano i codici della vita, da grandi organizzazioni compiacenti, da alcuni politici corrotti che vendono la propria coscienza (attraverso silenzi o sproloqui, inerzia o solerzia) per pochi spiccioli, incuranti dei danni causati alla loro gente e alla loro terra, e che rendono le istituzioni strumenti dei loro piani. Il luogo del potere è abitato anche da noi quando, per superficialità o ingordigia, ci adeguiamo alla mercificazione dei beni comuni, sacrificando il bene comune alla logica del profitto o quando, per indifferenza o per senso di impotenza, scegliamo il silenzio. 

L’ultimo “attacco” - solo in senso cronologico – si consuma nei confronti di un insetto “la sputtachina” reo di diffondere il batterio della “Xylella fastidiosa” ritenuto responsabile del disseccamento degli ulivi e che, proveniente dallAmerica del Sud, sarebbe arrivato fino a noi secondo circostanze talmente oscure da indurre la Procura della Repubblica di Lecce ad aprire un fascicolo di indagine. Al riguardo, une serie di atti governativi e determine regionali prevedono l’attuazione obbligatoria di espianti e misure fitosanitarie per il controllo e l’eradicazione della Xylella fastidiosa e per la lotta agli insetti vettori nei comuni della Provincia di Lecce, e in alcuni comuni delle provincie di Brindisi e Taranto. Tutto questo avviene nonostante l’audit della Commissione Europea (2014) evidenzi la presenza di funghi (presenti in ognuno degli alberi analizzati) quali possibili cause del disseccamento e diversi casi (sempre in Salento) mostrino come negli ulivi curati dai suddetti funghi la malattia sia arretrata e le piante rinate. 

Se il Piano fosse attuato non si conterebbero le piante eliminate (olivi, macchia mediterranea e flora spontanea), gli insetti impollinatori come le api che morirebbero e i danni che i pesticidi causerebbero all’ambiente (inquinamento delle falde acquifere) e alla salute (andandosi ad aggiungere alle centinaia di sostanze tossiche giù rilevate nell’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale), i danni all’economia agricola e al turismo, con conseguenze pensanti per la popolazione che, direttamente e indirettamente, vive di questo. 

Oggi, unendoci a chi già difende la nostra Terra, la Madre Terra, proponiamo alcuni punti di conoscenza e azione restando disponibili a ulteriore approfondimento per far sì che la terra salentina resti vivibile e non ridotta a un deserto: 
- INFORMARCI, partecipando e organizzando incontri sul proprio territorio perché la conoscenza corretta dei fatti è indispensabile per una chiara visione sulla base della quale poter scegliere e decidere; 
- PRENDERE COSCIENZA dei nostri comportamenti nocivi (sul piano individuale e collettivo) e assumerci la RESPONSABILITA’ di cambiarli; 
- SMETTERE DI AVVELENARE LA TERRA, direttamente (attraverso il diserbo e la concimazione chimica) e indirettamente (acquistando e consumando prodotti trattati con fitofarmaci, pesticidi,…); 
- NON ACCETTARE PASSIVAMENTE le scelte imposte dall’alto, interrogandoci sugli effetti che tali scelte potrebbero comportare; 
- NON ESSERE COMPLICI del sistema di dominazione e di distruzione del Creato, né con in comportamenti, né con l’indifferenza; 
- OPPORCI a ogni scelta politica, pronti a disobbedire alle misure anche coercitive che portino all’alterazione irreversibile dell’equilibrio ecosistemico (attraverso il danneggiamento del ciclo idrico e biodiversità) e della catena alimentare con effetti devastanti sulla salute e sulla vita. 
- PROPORRE e PRATICARE relazioni rispettose della vita, prendendoci cura della Terra che abitiamo e di cui siamo chiamati a essere custodi e non dominatori. 

Vogliamo concludere questo appello con quanto ci hanno insegnato le nostre sorelle e fratelli indigeni d’America e con quanto detto ai coltivatori diretti a gennaio da Papa Francesco: <. L'invito è quello di ritrovare l'amore per la terra come "madre" - direbbe San Francesco - dalla quale siamo tratti e a cui siamo chiamati a tornare costantemente. E da qui viene anche la proposta: custodire la terra, facendo alleanza con essa, affinché possa continuare ad essere, come Dio la vuole, fonte di vita per l'intera famiglia umana. Questo va contro lo sfruttamento della terra, come se fosse una cosa senza rapporto con noi - non più la madre -, e poi lasciarla indebolire e abbandonarla perché non serve a niente>>.   
                                                                                                
                                                                                           Missionari e Laici Comboniani – Lecce 

Sì può sottoscrivere l’appello inviando un’email con l'adesione a laicicombonianilecce@yahoo.com

venerdì 20 marzo 2015

Comunicato stampa sull'inquinamento dell'invaso del Pertusillo

                                                                                                 Agli organi di Stampa 


OGGETTO: ODG CONSIGLIO REGIONALE PUGLIESE SU INQUINAMENTO INVASO DEL PERTUSILLO DEL 14/01/2015 


Abbiamo appreso con soddisfazione dell’ordine del giorno presentato da Forza Italia e votato dal Consiglio regionale pugliese che ha impegnato la presidenza ad affidare all’ARPA il controllo sulle acque provenienti dall’invaso del Pertusillo. 

Per quanto ci riguarda, negli ultimi anni, abbiamo cercato più volte di portare all’attenzione delle istituzioni e dell’Acquedotto pugliese gli studi svolti dalla Prof.ssa Albina Colella del Dipartimento di Scienze dell’Università della Basilicata e della Prof.ssa Maria D’Orsogna della California State University che hanno riscontrato tracce importanti di inquinamento di idrocarburi delle acque e nei sedimenti dell’invaso riconducibili alle estrazioni petrolifere in Basilicata. Di questo abbiamo informato, via posta elettronica certificata, tutti i comuni della Puglia e le Asl interessate. 

Tuttavia, fino ad oggi, ci eravamo scontrati con un muro di gomma. Anzi, vale la pena ricordare la richiesta ufficiale avanzata nell’autunno 2013 ad Aqp SpA di pubblicare con una frequenza settimanale i risultati delle analisi delle acque sul proprio sito, sempre disattesa.

Vogliamo però sottolineare che, se da un lato siamo contenti per il fatto che le istituzioni abbiano cominciato a interessarsi a un problema rilevante (e destinato ad aggravarsi se si attuerà il programma di raddoppio della produzione di idrocarburi), dall’altro rigettiamo ogni eventuale strumentalizzazione della situazione del Pertusillo, volta magari a promuovere una privatizzazione definitiva di Aqp SpA, attribuendone la responsabilità alla gestione “pubblica” dell’acquedotto che nei fatti, fra l’altro, non esiste, essendo Aqp una società per azioni. 

Al riguardo, ci sembra doveroso di ricordare che laddove sono subentrati gestori privati nella gestione dei servizi idrici integrati (come per esempio ad Arezzo e Aprilia) si è verificato un abbassamento evidente della qualità del servizio e, soprattutto, dei livelli di trasparenza e democrazia.

Restiamo in attesa di conoscere i risultati del controllo dell’ARPA sulle acque provenienti dall’invaso del Pertusillo che, data la natura vitale del bene in questione, ci auspichiamo arrivino nel più breve tempo possibile.


Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”. 


lunedì 16 febbraio 2015

L'acquedotto pugliese SpA: UN MURO DI GOMMA. Lettera al prof. Costantino.

Prof. Costantino, Amministratore Unico AQP SpA
p.c.
 Dott. Nichi Vendola Presidente Regione Puglia
segreteria. presidente@regione. puglia. it

Ass. Arch. Angela Barbanente
Ass. Avv. Giovanni Giannini
Dott. Onofrio Introna Presidente Consiglio regionale
Direttivo AIP

Consiglieri della Regione Puglia
Stampa 

Bari, 16 febbraio 2015
Egregio Prof. Costantino,
a seguito del contenuto di questa sua ultima comunicazione non possiamo che costatare, come cittadini, del perpetuarsi della grave mancanza di trasparenza nella gestione di un bene non solo comune ma vitale quale l’acqua.

Noi, quindi, cittadini pugliesi e utenti di AQP SpA prendiamo atto che, a oggi e dopo ripetute sollecitazioni, ci è impedito di conoscere
-          Il numero delle persone, utenti di AQP SpA, soggetta a sospensione del servizio idrico e, dunque, alla violazione del diritto umano all’acqua potabile sicura ed essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani, sancito dalla Risoluzione dell’Assemblea Onu del 28 luglio 2010 (A/64/L.63/Rev.1);
-          Il Piano industriale 2011-2014 che decide delle politiche di gestione del bene comune e vitale quale l’acqua (indicare come Piano Industriale il power point consegnato durante la conferenza stampa è un’offesa all’intelligenza comune).

La sovranità popolare e, dunque, il rispetto del dettato Costituzionale e della pratica democratica non si realizzeranno né con l’ambivalenza né con gli auspici ma solo con una  corretta e coerente applicazione della legge e della volontà popolare.

Del resto, la sua posizione appare in linea con quella posta in essere fin dal 21 luglio 2011 (giorno di pubblicazione dei risultati referendari sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica e data in cui questi hanno assunto il rango di legge vigente) da chi si è alternato nelle posizioni di governo delle istituzioni e delle aziende: non fare quanto in proprio potere per dare corso al risultato referendario e/o fare di tutto per impedire l’applicazione del dettato referendario e/o “scaricare” su altri la responsabilità delle proprie scelte e/o attendere le leggi “vigenti” che conviene rispettare.

Pertanto, amaramente prendiamo atto
E invitiamo tutta la cittadinanza pugliese a prendere atto che

-          Lei, come gestore del servizio, ritenga di essere tenuto a conformarsi alle determine dell’AEGSII e della sentenza del TAR Lombardia ma non di dover rispettare la volontà espressa dal popolo sovrano attraverso lo strumento costituzionale del referendum esercitato nel giugno 2011;
-          la Regione Puglia, in qualità di unico azionista di AQP SpA, non sia mai intervenuta in questo scambio epistolare (benché più volte coinvolta direttamente ed espressamente nelle figure del Presidente, degli Assessori e dei Consiglieri) al fine di garantire la trasparenza delle politiche di gestione;
-          la Regione Puglia, in qualità di Ente Pubblico garante dell’interesse collettivo non si sia attivata al fine di garantire il rispetto e l’attuazione della volontà popolare espressa così chiaramente dall’esito referendario;
-          la Regione Puglia, in qualità di Ente Pubblico garante dell’interesse collettivo, non abbia fatto quanto in suo potere per garantire il rispetto e l’applicazione del diritto umano all’acqua potabile;
-          la proprietà pubblica delle azioni della società AQP SpA non sottrae la gestione dell’acqua e la sua funzione sociale alla logica del profitto;
-          in Puglia, le tariffe, dal 2007-2012, sono aumentate del 22,4% (al quale si aggiunge un aumento medio su base nazionale del 3,9% nel 2014 e del 4,8% stimato per il 2015) e a fronte di un mancato pagamento viene interrotta la fornitura di un bene vitale quale l’acqua;
-          la situazione potrebbe addirittura peggiorare qualora nel 2018 (anno di scadenza della concessione del servizio idrico integrato)  si dovesse procedere con la vendita ai privati delle azioni di AQP SpA.  Ipotesi che risulta plausibile alla luce di alcuni segni premonitori come la contrazione del personale e la dismissione del patrimonio  avviati in questi ultimi anni (così come, peraltro, più volte denunciato dal Comitato scrivente).


Pertanto, il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”
Invita tutta la cittadinanza a continuare
- con gli strumenti riconosciuti dalla legge e dalla Costituzione,
e attraverso ogni pratica che possa legittimamente affermare la sovranità popolare -
il percorso per il riconoscimento reale e la garanzia
del diritto umano all’acqua potabile.




Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

mercoledì 19 novembre 2014

CICLOPROTESTA “SALVA L'ACQUA DAL PETROLIO”


La CICLOPROTESTA SALVA L'ACQUA sarà presentata, in conferenza stampa, dai componenti della Rete appulo-lucana, come segue: 

21 novembre 14 ore 11,00 Bari via Cognetti (Palazzo Sede Acquedotto Pugliese) 

21 novembre 14 ore 16,00 Matera piazza Vitt. Emanuele (fontana ferdinandea)

LINK MANIFESTO RETE SALVA L'ACQUA

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CICLOPROTESTA “SALVA L'ACQUA DAL PETROLIO”
L'ACQUA NON SI FERMA AL CONFINE REGIONALE ED UNISCE PUGLIA E BASILICATA

         Domenica 23 novembre 2014 partenza ore 9,00 la Puglia e la Basilicata saranno unite dall'allegria di una ciclopasseggiata (a petrolio zero) per riaffermare la priorità della tutela dell'acqua potabile di fronte ai rischi derivanti dalle estrazioni petrolifere in terra lucana.
         La RETE APPULO-LUCANA SALVA L'ACQUA (costituitasi lo scorso 5 aprile) invita TUTTI a partecipare alla cicloprotesta SALVA L'ACQUA dal petrolio.
Due le partenze in sincrono alle 9,00: da Altamura (Piazza Zanardelli) e da Matera  (sta­zione Villa Longo). L'arrivo è previsto per le 11,00 nel piazzale del centro commerciale di Borgo Venusio, dove i 2 “fiumi” di biciclette pugliesi e lucane si incontreranno, come si incontrano quotidianamente i nostri destini rispetto alle estrazioni petrolifere. 
         Le indagini scientifiche condotte da ARPAB e da EHPA (prof.ssa Colella - Univer­sità Basilicata) fanno sospettare che l'invaso del Pertusillo, che serve l'Acquedotto Pugliese, sia già occasionalmente soggetto a picchi di inquinamento. In ogni caso appare evidente che, in assenza di azioni rivolte a ridurre la pressione antropica (effetto di de­purazioni inefficienti o assenti e di estrazioni petrolifere) lo stato ecologico dell’invaso sia destinato a peggiorare e, potenzialmente, ad oltrepassare la soglia critica.
         La mappa accanto è  molto eloquente: circa 3/4 della Basilicata sono  mi­nacciati dalle tri­velle.
La recente approvazione del­la legge c.d. “Sblocca Italia” rende il quadro ancora più preoccumpante. L'obiettivo di raddop­piare le estrazioni petrolifere sia sulla terra che in mare, mette ancora più in pericolo il DIRITTO ALL'ACQUA POTABI­LE con conseguente danno per tutta la catena alimenta­re, dall'agricoltura, all'alle­vamento, al turismo e alla vita in generale. Le attività turistiche ed agricole (e le attività economiche ad essi con­nesse rischiano la chiusura a fronte di benefici irrisori per il territorio regionale e trascu­rabili per l’intera nazione.
         L’inquinamento di acqua, aria, suolo non si ferma ai confini geografici. Occorre una presa di coscienza anche delle comunità pugliesi: l'adesione alle istanze dei movi­menti lucani è dettata dal principio di solidarietà ma anche dalla necessità di tutelare in particolare l’Acqua, un bene vitale che la Puglia riceve dalla Basilicata.
UN SOLO BICCHIERE D'ACQUA VALE PIÙ DI MILLE BARILI DI PETROLIO!
Tutti i componenti della Rete Appulo-Lucana Salva-l'acqua vi aspettano pieni di energia VERDE, PULITA per dire NO AL PETROLIO e SÌ all'ACQUA, alla VITA. 
 Perché si scrive salva l'acqua e si legge salva la vita

Rete APPULO-LUCANA Salva l'ACQUA

Comitato Pugliese AcquaBeneComune, AcquaBeneComune Altamura, ilGrillaio Altamura, QuiBariLibera, Centro Studi Torre di Nebbia, Ass. Carthage, RifiutiZero Prov. Bari, AcquaBeneComune Bari, Coord. Acqua Pubblica Basilicata,
Medi­terraneo NO TRIV, Ass. Ross@, Legambiente Matera, AcquaBeneComune Giovinazzo,
AcquaBeneComune Lecce, NO TRIV Terra di Bari.

#salvalacqua

Per informazioni:
Michele Loporcaro 328/9696766

venerdì 24 ottobre 2014

Lettera al nuovo amministratore AQP

Prof. Costantino, Amministratore Unico AQP SpA
p.c.
dott. Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia
Assessori della Regione Puglia
Presidente del Consiglio della Regione Puglia
Consiglieri della Regione Puglia
Direttivo dell’Autorità Idrica Pugliese
Stampa 

Bari, 14 ottobre 2014
Egregio prof. Costantino,
ci permetta, innanzitutto, di porgerLe i nostri auguri di buon lavoro per il suo nuovo incarico auspicando che Lei voglia rispondere all'esigenza di diradare l'opacità nella gestione e nel rapporto con i cittadini degli ultimi anni e rendere l'Acquedotto Pugliese un'istituzione trasparente, nel rispetto del suo ruolo di gestore di un Bene Comune e con lo spirito di dare compimento ai referendum svoltosi nel 2011 il cui esito ad oggi in Puglia è ancora inattuato.
Ci rivolgiamo a Lei per rinnovare le richieste qui di seguito, già inviate ai suoi predecessori, ma che, tuttavia, non hanno trovato riscontro sostanziale.
Sulla base, dunque, del diritto dei cittadini alla completezza dell’informazione, alla trasparenza, alla tutela dell’interesse generale e alla garanzia dei diritti umani compreso il diritto all’acqua potabile (riconosciuto dalla Risoluzione ONU del 28/07/2010), le chiediamo di voler rispondere alle seguenti richieste:
·   conoscere il numero delle sospensioni per morosità e delle ingiunzioni di pagamentoa partire dall'anno 2000;
·  avere accesso ai documenti analitici a sostegno del capitolo "I target economico finanziari" e degli altri capitoli in cui è articolato il piano industriale 2011-2014.
Inoltre, le chiediamo di fare quanto in suo potere per dare corso all’attuazione del secondo quesito referendario che stabilisce l’eliminazione dalle tariffe della “remunerazione del capitale investito”.
Con la speranza che con la Sua amministrazione possa finalmente avviarsi tra AQP e Comitato un costante dialogo e una proficua collaborazione alla quale ci rendiamo da subito disponibili, restiamo in attesa di un positivo riscontro.
Un cordiale saluto
Comitato pugliese "Acqua Bene Comune" - Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

c.s. Rete SALVA L'ACQUA: RIAFFERMARE IL PRIMATO DELL'ACQUA SUL PETROLIO

La Rete appulo-lucana SALVA L'ACQUA alla sua 5^assemblea
ANNUNCIATE NUOVE INIZIATIVE per
RIAFFERMARE IL PRIMATO DELL'ACQUA sul PETROLIO
NON SI ESCLUDE UN RICORSO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA


Domenica 19.10.2014, ad Altamura ha avuto luogo la 5^ assemblea della Rete SAL­VA L'ACQUA che riunisce comitati e gruppi attivi pugliesi e lucani che operano in diversi contesti, ma hanno tutti a cuore il diritto all'Acqua potabile e la salvaguardia del Bene Comune per eccellenza. All'odg l'allerta suscitata dagli ultimi sviluppi legislativi che, con il decreto “Sblocca-Ita­lia” creano le condizioni per ulteriori catastrofi ambientali inevitabili laddove le leggi del mercato e del profitto hanno il sopravvento sulla salvaguardia della salute, della ter­ra nella quale viviamo e delle persone stesse.
In tutta Italia sono centinaia i Comitati e le Associazioni che si stanno opponendo a qua­lunque trivellazione, in mare e sulla terra ferma, consapevoli dei grandissimi rischi sani­tari, sociali ed ambientali derivanti dall’oro nero (sic!) e che restano a carico delle Co­munità. Noi siamo parte attiva di questa decisa opposizione”.
Diversi sindaci lucani stanno facendo rete per cercare di arginare la deriva vertici­stica e deregolamentatrice del governo Renzi che con il decreto (che diventerà legge il prossimo 12 novembre) Lo stesso provvedimento definisce “strategiche” e quindi incom­patibili con le “lungaggini burocratiche”, le trivellazioni, ignorando gli effetti devastanti che le attività estrattive e di lavorazione del petrolio hanno ed avranno su un ecosiste­ma delicato com'è quello della Basilicata.
L'acqua lucana disseta (e non solo) anche i pugliesi, ecco perché durante l'ultima l'as­semblea la Rete APPULO-LUCANA ha messo in cantiere una serie di iniziative volte a sol­lecitare i governi regionali di Puglia e Basilicata affinché chiedano il rispetto della pro­pria prerogativa in materia di tutela del territorio e della salute”.
I governi di Puglia e Basilicata saranno chiamati in causa con la richiesta che presentino ricorso alla Corte Costituzionale. Verranno corresponsabilizzati anche i sindaci pugliesi: non si può pensare di lasciare soli i primi cittadidi lucani. Il sindaco ha il compito di tutelare la salute dei concittadini con una delibera di consiglio o di giunta, con altro atto pubblico può lanciare un messaggio chiaro al governo nazionale: L'ACQUA VIENE PRIMA DEL PETROLIO – LA SALUTE E LA VITA STESSA VENGONO PRIMA DEI SOLDI.
La nostra protesta raggiungerà anche i parlamentari tra i quali non mancano coloro che predicano bene (in campagna elettorale) e razzolano male in Parlamento. “Per ottenere il rispetto dei nostri diritti (all'acqua, ad un ambiente salubre, alla salute) non esiteremo, infine, a rivolgerci alla Corte di Giustizia Europea

23.10.14

Perché si scrive salva l'acqua
e si legge salva la vita
Rete APPULO-LUCANA Salva l'ACQUA
Comitato Pugliese AcquaBeneComune, AcquaBeneComune Altamura, Movimento ilGrillaio Altamura, QuiBariLibera, Movimento Aria Fresca, Centro Studi Torre di Nebbia, Ass. Carthage, RifiutiZero Prov. Bari, AcquaBeneComune Bari, Coord. Acqua Pubblica Basilicata, Mediterraneo NO TRIV, Ass. Ross@, AcquaBeneComune Giovinazzo, AcquaBeneComune Lecce, AcquaBeneComune Brindisi