lunedì 18 febbraio 2013

LE LISTE PER L'ACQUA PUBBLICA


Il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” ha chiesto alle liste candidate in Puglia alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio di:
  1. Dichiarare il proprio impegno politico in sede parlamentare e di governo a sostegno del diritto umano all’acqua riconosciuto a ogni essere umano, senza discriminazioni di genere, opinioni politiche e religiose, provenienza geografica, sesso e orientamento sessuale.
  2. Ridepositare, discutere e approvare in Parlamento la Legge di Iniziativa Popolare sull’Acqua (che ha raccolto il maggior numero di firme dalla nascita della Repubblica), applicando immediatamente per legge il principio del minimo vitale garantito (50 litri al giorno a persona).
  3. Applicare i principi ispiratori degli esiti referendari, iniziando dall’abrogazione immediata del decreto 70 del 2011 e della collegata delibera AEEG 585-12 del 28 dicembre 2012 che reintroducono nelle tariffe l’equivalente (e oltre) della remunerazione del capitale sotto mentite spoglie.
  4. Presentare e approvare un disegno di legge che, a garanzia del diritto umano all’acqua, sancisca il divieto di distacco totale della fornitura idrica per il consumo umano delle utenze domestiche.
  5. Decretare per legge l’obbligo per tutte le amministrazioni pubbliche e gli esercenti di utilizzare e somministrare solo acqua di acquedotto.
Qui di seguito si riporta l’elenco delle sole liste che hanno risposto. Quando andremo a votare avremo un’informazione in più per un voto consapevole!

Coalizione/
Lista Civica/Partito

Risposta
Con riferimento ai singoli quesiti
1
2
3
4
5
Alternativa comunista
A favore del diritto umano all’acqua e della gestione pubblica e partecipata del SII

SI

SI

SI

SI

SI
Movimento 5 Stelle
A favore del diritto umano all’acqua e della gestione pubblica e partecipata del SII

SI

SI

SI

SI

SI
Rivoluzione Civile per Ingroia
A favore del diritto umano all’acqua e della gestione pubblica e partecipata del SII

SI

SI

SI

SI

SI



RISPOSTE INTEGRALI DELLE LISTE CANDIDATE IN PUGLIA ALLE ELEZIONI DEL 24 e 25 FEBBRAIO

lunedì 11 febbraio 2013

Lettera indirizzata a tutte le liste candidate in Puglia


Alle liste candidate alle  prossime elezioni politiche


Bari, 11 febbraio 2013



Gentile Segretario, gentile candidati,

i governi italiani degli ultimi anni (così come il Governo pugliese) non hanno garantito il diritto umano all’acqua potabile sancito dalla Risoluzione dell’ONU del 28/07/2010 e hanno ripetutamente violato i principi, le norme e gli strumenti alla base dell’esercizio della democrazia, nella misura in cui:
- è stata ignorata la proposta di Legge di Iniziativa Popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico” (consegnata al Presidente della Camera il 10/07/2007 e mai discussa in Parlamento);
- è stato ignorato, aggirato e violato l’esito referendario del giugno 2011 sull’acqua e sugli altri servizi pubblici locali che prevedeva, fra le altre cose, l’abolizione della remunerazione del capitale dalla tariffa.
Pertanto, in vista delle eminenti elezioni politiche del prossimo 24 e 25 febbraio,


CHIEDIAMO di:

1. Dichiarare il proprio impegno politico in sede parlamentare e di governo a sostegno del diritto umano all’acqua riconosciuto a ogni essere umano, senza discriminazioni di genere, opinioni politiche e religiose, provenienza geografica, sesso e orientamento sessuale.
2. Ridepositare, discutere e approvare in Parlamento la Legge di Iniziativa Popolare sull’Acqua (che ha raccolto il maggior numero di firme dalla nascita della Repubblica), applicando immediatamente per legge il principio del minimo vitale garantito (50 litri al giorno a persona).
3. Applicare i principi ispiratori degli esiti referendari, iniziando dall’abrogazione immediata del decreto 70 del 2011 e della collegata delibera AEEG 585-12 del 28 dicembre 2012 che reintroducono nelle tariffe l’equivalente (e oltre) della remunerazione del capitale sotto mentite spoglie.
4. Presentare e approvare un disegno di legge che, a garanzia del diritto umano all’acqua, sancisca il divieto di distacco totale della fornitura idrica per il consumo umano delle utenze domestiche.
5. Decretare per legge l’obbligo per tutte le amministrazioni pubbliche e gli esercenti di utilizzare e somministrare solo acqua di acquedotto.


Restiamo in attesa di una Sua risposta entro venerdì 15 febbraio comunicandole che renderemo pubblici i pareri espressi (così come le risposte non pervenute) attraverso comunicati stampa e permanentemente sui nostri siti www.lacquanonsivende.blogspot.com; www.acquabenecomune.org, www.benicomuni.org, sulla pagina facebook L’acqua non si vende, nonché su tutti siti e i blog delle organizzazioni aderenti al Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.


In attesa di un cortese riscontro, si porgono cordiali saluti.
Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.


Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

venerdì 1 febbraio 2013

Il Consiglio di Stato: Referendum acqua non rispettati, gli italiani pagano una bolletta illegittima da luglio 2011


Lo ripetiamo ancora una volta: abbiamo vinto, non si possono fare profitti sull'acqua. Questa volta a darci ragione è il parere del Consiglio di Stato sulla tariffa: le bollette che i gestori consegnano ai cittadini sono illegittimamente gonfiate e non rispettano la volontà referendaria espressa da 27 milioni di persone.
L'Autorità per l'Energia Elettrice ed il Gas, incaricata di formulare la nuova tariffa all'indomani del Referendum, aveva infatti chiesto un parere al Consiglio di Stato circa la remunerazione del capitale investito, ovvero il profitto garantito del 7% presente nelle bollette. Il Consiglio di Stato ha risposto confermando quanto precedentemente affermato dalla Corte Costituzionale: dal 21 luglio 2011, data di proclamazione della vittoria referendaria, la remunerazione del capitale investito doveva cessare di essere calcolata in bolletta.
Quello che i cittadini hanno pagato è illegittimo e i soggetti gestori non hanno più alibi: devono ricalibrare le bollette. Il Forum Italiano dei movimenti per l'acqua lo dice da più di un anno e lo ha messo in pratica con la campagna di “obbedienza civile”, con cui decine di migliaia di persone in tutta Italia hanno ridotto le proprie bollette per contrastare la violazione democratica.In Puglia, il Comitato pugliese "Acqua Bene Comune" ha avviato azioni legali pilota (in questi giorni ci sono state le prime udienze) e si prepara a una grande mobilitazione (sabato 2 febbraio è convocata l'Assemblea Regionale).
Oggi, questa sentenza rafforza la necessità di rispettare il referendum del 2011 e delegittima le scelte che hanno guidato l'AEEG nella formulazione della nuova tariffa, emessa un mese fa, in cui “la remunerazione del capitale investito” viene reintrodotta sotto mentite spoglie.
Questo nuovo evento non fa che rafforzare le ragioni di chi vuole un servizio idrico ripubblicizzato e fuori dalle logiche di mercato.
La mobilitazione contro la “nuova” tariffa AEEG è già iniziata e andrà avanti fino a che non verrà ritirata nel rispetto della volontà degli italiani, nelle strade, nelle piazze e nei tribunali.
Oggi con gioia ribadiamo: si scrive acqua, si legge democrazia.

Roma, 31 gennaio 2013
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua



mercoledì 23 gennaio 2013

WWF: SCARICO AVVIATO NELL’AREA MARINA PROTETTA? PRONTA LA DENUNCIA DI REATO AMBIENTALE


Alta tensione con la Regione Puglia

Le scelte di politica infrastrutturale della Regione Puglia appaiono, purtroppo, molto spesso essere poco in linea con i concetti di sostenibilità, di tutela dell'ambiente e delle bellezze naturali che caratterizzano la nostra Regione.
Sullo scarico dei reflui nell’Area Marina protetta di Torre Guaceto si è aperto con il WWF un contenzioso che mina alla base qualsiasi possibilità di mediazione. Ma ripercorriamo le ultime tappe di una lunga vicenda che si protrae da anni.

Vai al comunicato stampa

martedì 8 gennaio 2013

Domani presentazione della Carovana dell'acqua in Palestina, presso l'aula V della facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli studi di Bari (ore 17) e giovedì ad Altamura presso la sala convegni Abmc in P.zza Zanardelli (ore 18.30)

In Basso le Locandine:




domenica 16 dicembre 2012

Resoconto incontro del Comitato pugliese "Acqua Bene Comune" con l'Amministratore Unico dell'AQP

Lunedì 10 dicembre il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” ha incontrato il neo Amministratore Unico dell’Acquedotto Pugliese, Ing. Gioacchino Maselli, il Direttore Generale Bianco e i Direttori d’Area.
Per il Comitato Pugliese, erano presenti sette persone fra cui due avvocati e un lavoratore dell’Acquedotto pugliese fondatore del Coordinamento dei Lavoratori dell’AQP per l’Acqua Pubblica.
L’incontro (durato oltre due ore) è stato impostato affrontando uno alla volta i punti in questione di cui si riportano in breve i risultati qui di seguito:
  • Mancanza di garanzia del Diritto Umano all’Acqua e sospensione fornitura servizio idrico
E’ stato fatto presente il fatto che in Puglia, contrariamente alle dichiarazioni di principio dell’Acquedotto Pugliese e della Regione Puglia (unico azionista di AQP SpA), non sia garantito il diritto umano all’acqua potabile nella misura in cui anche in caso di morosità non viene garantito il minimo vitale (contravvenendo alle sentenze che sanciscono l’impossibilità dell’interruzione di un servizio vitale e nonostante, peraltro, la riduzione del flusso – senza il distacco del servizio – sarebbe tecnicamente possibile a punto tale da essere previsto dal Regolamento dell’AQP SpA stesso).
Rispetto a questo, l’Amministratore ha assicurato che c’è tutta la volontà nel procedere in tal senso garantendo il minimo vitale attraverso gli strumenti di sua competenza, ovvero la riorganizzazione del piano tariffario.
Con riguardo al numero di sospensioni delle forniture idriche, l’Amministratore e il Direttore Generale hanno confermato il dato anticipato via email, ovvero oltre 28.000 a partire dal 2004 e dichiarando che le oltre 375.000 sospensioni complessive con riferimento al periodo 2003-2006 e indicate nei rispettivi bilanci si riferiscano ad avvisi di sospensione che però sono state indicate erroneamente nel bilancio come “sospensioni” e non “avvisi”. 
Dato il numero di utenze complessive (poco meno di un milione) l’errore nell’indicazione della terminologia in bilancio (ovvero, in 4 bilanci su 4) sembra comunque verosimile.
  • Mancanza di applicazione del secondo quesito referendario.
Rispetto alla questione in oggetto - e tralasciando i tentativi maldestri quanto vani di chiamare in causa il tempo necessario ad adeguare l’esito referendario alla normativa nazionale ed europea che non permetterebbe un'applicazione diretta dello stesso (!!!) – il punto essenziale (e prevedibile) è che l’AQP SpA intende adeguarsi alle decisioni dell’AEEG. E’ stato fatto presente l’avvio delle azioni legali pilota contro AQP SpA per il rispetto dell’esito referendario (cosa di cui peraltro, per ovvie ragioni, erano già a conoscenza).
  • Dati sulla qualità delle acque dell’invaso del Pertusillo.
Il Direttore d’Area si è dichiarato disponibile a fornire le serie storiche di tutti i dati concernenti i metalli pesanti e gli idrocarburi (che ricalcherebbero quelli tranquillizzanti relativi al campionamento effettuato il 19 novembre e già trasmessi), a pubblicarli sul sito e a partecipare a un confronto (anche pubblico) con coloro i quali hanno rilevato anomalie preoccupanti. Quindi, ha espresso anche la disponibilità ad organizzare un Convegno sul tema.
  • Accesso ai documenti analitici a sostegno del Piano Industriale 2011/2014
L’Amministratore e i Direttori hanno sostenuto che non esiste alcun documento analitico se non alcuni dati in Excel che, comunque, non hanno nessuna intenzione di fornire poiché sarebbero una sorta di “brutta” del lavoro finale (l’opuscolo informativo). Quando gli è stato fatto presente che l’Ing. Monteforte aveva, di fatto, sostenuto l’esistenza di tale documentazione - appellandosi in un primo momento ad alcune norme che non avrebbero reso possibile la divulgazione di tale documentazione e in un secondo momento alla riservatezza in quanto  SpA – l’attuale dirigenza di AQP SpA non ha saputo motivare tale contraddizione. Del resto, sotto esplicita richiesta, è stato affermato che, con riferimento al Piano Industriale 2011-2014, il Governo regionale ha preso visione solo e unicamente dell’opuscolo in questione. In pratica, l’Amministrate Unico e i Dirigenti di AQP SpA hanno sostenuto che l’Azionista Unico di una SpA ha approvato il Piano Industriale sulla base di un opuscolo. Sembra poco credibile, anzi per nulla. Del resto, se tale affermazione corrispondesse al vero, le modalità con cui la Regione Puglia avrebbe approvato il P.I. (in quanto unico azionista) sarebbero poco serie da un punto di vista sia amministrativo sia politico.                                                                                             Unico impegno sulla questione preso dall’Amministratore è quello di rendere pubblico un Bilancio ex ante per il 2013 in modo da dare la possibilità di fare valutazioni in corsa sulla gestione e non solo ex post. L’iniziativa è interessante ma non risponde assolutamente alla richiesta avanzata di accesso alla documentazione né all’esigenza di trasparenza e comprensione che la sottende.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”

sabato 8 dicembre 2012

Il testo consegnato alla stampa sabato 1 dicembre con la relativa documentazione


A breve sarà pronto il video dell’iniziativa dell’ASTA PUBBLICA di sabato 1 dicembre con Nicola Pignataro e Giulio Bufo e la Rassegna stampa.
Per il momento, qui di seguito trovate il testo consegnato alla stampa con la relativa documentazione (in allegato, scaricabile anche dal sito www.lacquanonsivende.blogspot.com).
Inoltre, il neo amministratore dell’Acquedotto Pugliese, dott. Maselli, ha risposto favorevolmente alla richiesta di incontro che sarà fissato a breve.
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A un anno e mezzo dal referendum del giugno 2011, in Puglia – come in buona parte del Paese ad eccezione dell’unico caso significativo di Napoli di trasformazione reale dell’ARIN SpA nell’Azienda pubblica ABC Napoli - gli esiti referendari sono rimasti inattuati:
- l’Acquedotto pugliese è ancora una Società per Azione
- i cittadini continuano a pagare la remunerazione del capitale sulle tariffe.
Inoltre, scelte di politica aziendale fortemente centrate sulla riduzione dei costi operativi, dismissione del patrimonio e indebitamento paventano una possibile privatizzazione totale.
Punti chiave:
1.      Processo di ripubblicizzazione di AQP SpA: arrestato (Allegato A).
2.      Eliminazione della remunerazione del capitale dalle tariffe:
-          raccolte e presentate oltre 2.500 lettere di reclamo/diffida ad Autorità Idrica Pugliese (ex ATO) e AQP SpA;
-          avviate azioni legali pilota contro AQP SpA;
-          estensione azioni legali a tutta la cittadinanza e informazioni per l’assistenza legale gratuita (Allegato B).
3.      Violazione del diritto all’acqua in Puglia: sospensioni fornitura (Allegato C).
4.      Pericolo di privatizzazione totale: dismissione patrimonio e indebitamento (Allegato D).
5.      Qualità dell’acqua. Problema dell’Invaso del Pertusillo (Allegato E).

La trasformazione dell’Acquedotto pugliese da Ente Autonomo non economico a Società per Azioni “ha comportato una modificazione di prospettiva della sua attività: non più ente obbligato alla erogazione dei servizi nel quale l’attenzione ala costo è vista prevalentemente nel profilo della economicità, bensì soggetto che opera nel mercato e che deve trovare nella remunerazione del costo del servizio e del capitale impiegato le ragioni della sopravvivenza” (Corte dei Conti, 2008).

*Tutti gli allegati sono scaricabili al seguente link: https://sites.google.com/site/lacquanonsivende/allegati-a---b---c---d---e