lunedì 16 febbraio 2015

L'acquedotto pugliese SpA: UN MURO DI GOMMA. Lettera al prof. Costantino.

Prof. Costantino, Amministratore Unico AQP SpA
p.c.
 Dott. Nichi Vendola Presidente Regione Puglia
segreteria. presidente@regione. puglia. it

Ass. Arch. Angela Barbanente
Ass. Avv. Giovanni Giannini
Dott. Onofrio Introna Presidente Consiglio regionale
Direttivo AIP

Consiglieri della Regione Puglia
Stampa 

Bari, 16 febbraio 2015
Egregio Prof. Costantino,
a seguito del contenuto di questa sua ultima comunicazione non possiamo che costatare, come cittadini, del perpetuarsi della grave mancanza di trasparenza nella gestione di un bene non solo comune ma vitale quale l’acqua.

Noi, quindi, cittadini pugliesi e utenti di AQP SpA prendiamo atto che, a oggi e dopo ripetute sollecitazioni, ci è impedito di conoscere
-          Il numero delle persone, utenti di AQP SpA, soggetta a sospensione del servizio idrico e, dunque, alla violazione del diritto umano all’acqua potabile sicura ed essenziale al pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani, sancito dalla Risoluzione dell’Assemblea Onu del 28 luglio 2010 (A/64/L.63/Rev.1);
-          Il Piano industriale 2011-2014 che decide delle politiche di gestione del bene comune e vitale quale l’acqua (indicare come Piano Industriale il power point consegnato durante la conferenza stampa è un’offesa all’intelligenza comune).

La sovranità popolare e, dunque, il rispetto del dettato Costituzionale e della pratica democratica non si realizzeranno né con l’ambivalenza né con gli auspici ma solo con una  corretta e coerente applicazione della legge e della volontà popolare.

Del resto, la sua posizione appare in linea con quella posta in essere fin dal 21 luglio 2011 (giorno di pubblicazione dei risultati referendari sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica e data in cui questi hanno assunto il rango di legge vigente) da chi si è alternato nelle posizioni di governo delle istituzioni e delle aziende: non fare quanto in proprio potere per dare corso al risultato referendario e/o fare di tutto per impedire l’applicazione del dettato referendario e/o “scaricare” su altri la responsabilità delle proprie scelte e/o attendere le leggi “vigenti” che conviene rispettare.

Pertanto, amaramente prendiamo atto
E invitiamo tutta la cittadinanza pugliese a prendere atto che

-          Lei, come gestore del servizio, ritenga di essere tenuto a conformarsi alle determine dell’AEGSII e della sentenza del TAR Lombardia ma non di dover rispettare la volontà espressa dal popolo sovrano attraverso lo strumento costituzionale del referendum esercitato nel giugno 2011;
-          la Regione Puglia, in qualità di unico azionista di AQP SpA, non sia mai intervenuta in questo scambio epistolare (benché più volte coinvolta direttamente ed espressamente nelle figure del Presidente, degli Assessori e dei Consiglieri) al fine di garantire la trasparenza delle politiche di gestione;
-          la Regione Puglia, in qualità di Ente Pubblico garante dell’interesse collettivo non si sia attivata al fine di garantire il rispetto e l’attuazione della volontà popolare espressa così chiaramente dall’esito referendario;
-          la Regione Puglia, in qualità di Ente Pubblico garante dell’interesse collettivo, non abbia fatto quanto in suo potere per garantire il rispetto e l’applicazione del diritto umano all’acqua potabile;
-          la proprietà pubblica delle azioni della società AQP SpA non sottrae la gestione dell’acqua e la sua funzione sociale alla logica del profitto;
-          in Puglia, le tariffe, dal 2007-2012, sono aumentate del 22,4% (al quale si aggiunge un aumento medio su base nazionale del 3,9% nel 2014 e del 4,8% stimato per il 2015) e a fronte di un mancato pagamento viene interrotta la fornitura di un bene vitale quale l’acqua;
-          la situazione potrebbe addirittura peggiorare qualora nel 2018 (anno di scadenza della concessione del servizio idrico integrato)  si dovesse procedere con la vendita ai privati delle azioni di AQP SpA.  Ipotesi che risulta plausibile alla luce di alcuni segni premonitori come la contrazione del personale e la dismissione del patrimonio  avviati in questi ultimi anni (così come, peraltro, più volte denunciato dal Comitato scrivente).


Pertanto, il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”
Invita tutta la cittadinanza a continuare
- con gli strumenti riconosciuti dalla legge e dalla Costituzione,
e attraverso ogni pratica che possa legittimamente affermare la sovranità popolare -
il percorso per il riconoscimento reale e la garanzia
del diritto umano all’acqua potabile.




Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

mercoledì 19 novembre 2014

CICLOPROTESTA “SALVA L'ACQUA DAL PETROLIO”


La CICLOPROTESTA SALVA L'ACQUA sarà presentata, in conferenza stampa, dai componenti della Rete appulo-lucana, come segue: 

21 novembre 14 ore 11,00 Bari via Cognetti (Palazzo Sede Acquedotto Pugliese) 

21 novembre 14 ore 16,00 Matera piazza Vitt. Emanuele (fontana ferdinandea)

LINK MANIFESTO RETE SALVA L'ACQUA

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CICLOPROTESTA “SALVA L'ACQUA DAL PETROLIO”
L'ACQUA NON SI FERMA AL CONFINE REGIONALE ED UNISCE PUGLIA E BASILICATA

         Domenica 23 novembre 2014 partenza ore 9,00 la Puglia e la Basilicata saranno unite dall'allegria di una ciclopasseggiata (a petrolio zero) per riaffermare la priorità della tutela dell'acqua potabile di fronte ai rischi derivanti dalle estrazioni petrolifere in terra lucana.
         La RETE APPULO-LUCANA SALVA L'ACQUA (costituitasi lo scorso 5 aprile) invita TUTTI a partecipare alla cicloprotesta SALVA L'ACQUA dal petrolio.
Due le partenze in sincrono alle 9,00: da Altamura (Piazza Zanardelli) e da Matera  (sta­zione Villa Longo). L'arrivo è previsto per le 11,00 nel piazzale del centro commerciale di Borgo Venusio, dove i 2 “fiumi” di biciclette pugliesi e lucane si incontreranno, come si incontrano quotidianamente i nostri destini rispetto alle estrazioni petrolifere. 
         Le indagini scientifiche condotte da ARPAB e da EHPA (prof.ssa Colella - Univer­sità Basilicata) fanno sospettare che l'invaso del Pertusillo, che serve l'Acquedotto Pugliese, sia già occasionalmente soggetto a picchi di inquinamento. In ogni caso appare evidente che, in assenza di azioni rivolte a ridurre la pressione antropica (effetto di de­purazioni inefficienti o assenti e di estrazioni petrolifere) lo stato ecologico dell’invaso sia destinato a peggiorare e, potenzialmente, ad oltrepassare la soglia critica.
         La mappa accanto è  molto eloquente: circa 3/4 della Basilicata sono  mi­nacciati dalle tri­velle.
La recente approvazione del­la legge c.d. “Sblocca Italia” rende il quadro ancora più preoccumpante. L'obiettivo di raddop­piare le estrazioni petrolifere sia sulla terra che in mare, mette ancora più in pericolo il DIRITTO ALL'ACQUA POTABI­LE con conseguente danno per tutta la catena alimenta­re, dall'agricoltura, all'alle­vamento, al turismo e alla vita in generale. Le attività turistiche ed agricole (e le attività economiche ad essi con­nesse rischiano la chiusura a fronte di benefici irrisori per il territorio regionale e trascu­rabili per l’intera nazione.
         L’inquinamento di acqua, aria, suolo non si ferma ai confini geografici. Occorre una presa di coscienza anche delle comunità pugliesi: l'adesione alle istanze dei movi­menti lucani è dettata dal principio di solidarietà ma anche dalla necessità di tutelare in particolare l’Acqua, un bene vitale che la Puglia riceve dalla Basilicata.
UN SOLO BICCHIERE D'ACQUA VALE PIÙ DI MILLE BARILI DI PETROLIO!
Tutti i componenti della Rete Appulo-Lucana Salva-l'acqua vi aspettano pieni di energia VERDE, PULITA per dire NO AL PETROLIO e SÌ all'ACQUA, alla VITA. 
 Perché si scrive salva l'acqua e si legge salva la vita

Rete APPULO-LUCANA Salva l'ACQUA

Comitato Pugliese AcquaBeneComune, AcquaBeneComune Altamura, ilGrillaio Altamura, QuiBariLibera, Centro Studi Torre di Nebbia, Ass. Carthage, RifiutiZero Prov. Bari, AcquaBeneComune Bari, Coord. Acqua Pubblica Basilicata,
Medi­terraneo NO TRIV, Ass. Ross@, Legambiente Matera, AcquaBeneComune Giovinazzo,
AcquaBeneComune Lecce, NO TRIV Terra di Bari.

#salvalacqua

Per informazioni:
Michele Loporcaro 328/9696766

venerdì 24 ottobre 2014

Lettera al nuovo amministratore AQP

Prof. Costantino, Amministratore Unico AQP SpA
p.c.
dott. Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia
Assessori della Regione Puglia
Presidente del Consiglio della Regione Puglia
Consiglieri della Regione Puglia
Direttivo dell’Autorità Idrica Pugliese
Stampa 

Bari, 14 ottobre 2014
Egregio prof. Costantino,
ci permetta, innanzitutto, di porgerLe i nostri auguri di buon lavoro per il suo nuovo incarico auspicando che Lei voglia rispondere all'esigenza di diradare l'opacità nella gestione e nel rapporto con i cittadini degli ultimi anni e rendere l'Acquedotto Pugliese un'istituzione trasparente, nel rispetto del suo ruolo di gestore di un Bene Comune e con lo spirito di dare compimento ai referendum svoltosi nel 2011 il cui esito ad oggi in Puglia è ancora inattuato.
Ci rivolgiamo a Lei per rinnovare le richieste qui di seguito, già inviate ai suoi predecessori, ma che, tuttavia, non hanno trovato riscontro sostanziale.
Sulla base, dunque, del diritto dei cittadini alla completezza dell’informazione, alla trasparenza, alla tutela dell’interesse generale e alla garanzia dei diritti umani compreso il diritto all’acqua potabile (riconosciuto dalla Risoluzione ONU del 28/07/2010), le chiediamo di voler rispondere alle seguenti richieste:
·   conoscere il numero delle sospensioni per morosità e delle ingiunzioni di pagamentoa partire dall'anno 2000;
·  avere accesso ai documenti analitici a sostegno del capitolo "I target economico finanziari" e degli altri capitoli in cui è articolato il piano industriale 2011-2014.
Inoltre, le chiediamo di fare quanto in suo potere per dare corso all’attuazione del secondo quesito referendario che stabilisce l’eliminazione dalle tariffe della “remunerazione del capitale investito”.
Con la speranza che con la Sua amministrazione possa finalmente avviarsi tra AQP e Comitato un costante dialogo e una proficua collaborazione alla quale ci rendiamo da subito disponibili, restiamo in attesa di un positivo riscontro.
Un cordiale saluto
Comitato pugliese "Acqua Bene Comune" - Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

c.s. Rete SALVA L'ACQUA: RIAFFERMARE IL PRIMATO DELL'ACQUA SUL PETROLIO

La Rete appulo-lucana SALVA L'ACQUA alla sua 5^assemblea
ANNUNCIATE NUOVE INIZIATIVE per
RIAFFERMARE IL PRIMATO DELL'ACQUA sul PETROLIO
NON SI ESCLUDE UN RICORSO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA


Domenica 19.10.2014, ad Altamura ha avuto luogo la 5^ assemblea della Rete SAL­VA L'ACQUA che riunisce comitati e gruppi attivi pugliesi e lucani che operano in diversi contesti, ma hanno tutti a cuore il diritto all'Acqua potabile e la salvaguardia del Bene Comune per eccellenza. All'odg l'allerta suscitata dagli ultimi sviluppi legislativi che, con il decreto “Sblocca-Ita­lia” creano le condizioni per ulteriori catastrofi ambientali inevitabili laddove le leggi del mercato e del profitto hanno il sopravvento sulla salvaguardia della salute, della ter­ra nella quale viviamo e delle persone stesse.
In tutta Italia sono centinaia i Comitati e le Associazioni che si stanno opponendo a qua­lunque trivellazione, in mare e sulla terra ferma, consapevoli dei grandissimi rischi sani­tari, sociali ed ambientali derivanti dall’oro nero (sic!) e che restano a carico delle Co­munità. Noi siamo parte attiva di questa decisa opposizione”.
Diversi sindaci lucani stanno facendo rete per cercare di arginare la deriva vertici­stica e deregolamentatrice del governo Renzi che con il decreto (che diventerà legge il prossimo 12 novembre) Lo stesso provvedimento definisce “strategiche” e quindi incom­patibili con le “lungaggini burocratiche”, le trivellazioni, ignorando gli effetti devastanti che le attività estrattive e di lavorazione del petrolio hanno ed avranno su un ecosiste­ma delicato com'è quello della Basilicata.
L'acqua lucana disseta (e non solo) anche i pugliesi, ecco perché durante l'ultima l'as­semblea la Rete APPULO-LUCANA ha messo in cantiere una serie di iniziative volte a sol­lecitare i governi regionali di Puglia e Basilicata affinché chiedano il rispetto della pro­pria prerogativa in materia di tutela del territorio e della salute”.
I governi di Puglia e Basilicata saranno chiamati in causa con la richiesta che presentino ricorso alla Corte Costituzionale. Verranno corresponsabilizzati anche i sindaci pugliesi: non si può pensare di lasciare soli i primi cittadidi lucani. Il sindaco ha il compito di tutelare la salute dei concittadini con una delibera di consiglio o di giunta, con altro atto pubblico può lanciare un messaggio chiaro al governo nazionale: L'ACQUA VIENE PRIMA DEL PETROLIO – LA SALUTE E LA VITA STESSA VENGONO PRIMA DEI SOLDI.
La nostra protesta raggiungerà anche i parlamentari tra i quali non mancano coloro che predicano bene (in campagna elettorale) e razzolano male in Parlamento. “Per ottenere il rispetto dei nostri diritti (all'acqua, ad un ambiente salubre, alla salute) non esiteremo, infine, a rivolgerci alla Corte di Giustizia Europea

23.10.14

Perché si scrive salva l'acqua
e si legge salva la vita
Rete APPULO-LUCANA Salva l'ACQUA
Comitato Pugliese AcquaBeneComune, AcquaBeneComune Altamura, Movimento ilGrillaio Altamura, QuiBariLibera, Movimento Aria Fresca, Centro Studi Torre di Nebbia, Ass. Carthage, RifiutiZero Prov. Bari, AcquaBeneComune Bari, Coord. Acqua Pubblica Basilicata, Mediterraneo NO TRIV, Ass. Ross@, AcquaBeneComune Giovinazzo, AcquaBeneComune Lecce, AcquaBeneComune Brindisi

venerdì 19 settembre 2014

c.s. Rete appulo-lucana SALVA L'ACQUA: No alla svendita dei beni comuni per un pugno di royalties‏‎

COMUNICATO STAMPA
Petrolio in Val d’Agri – la parola all’informazione –
No alla svendita dei beni comuni per un pugno di royalties
La Rete Appulo-Lucana SALVA l'ACQUA esprime solidarietà ai cittadini e ai movimenti
che si battono contro le estrazioni petrolifere in Basilicata.
Numerose realtà pugliesi parteciperanno alla Tavola rotonda prevista per il 19.9.2014 Villa d'Agri

LA Rete appulo-lucana SALVA l'ACQUA esprime solidarietà a tutte le cittadine e i cittadini che cercano di estrarre informazioni sugli effetti dello «sfruttamento petrolifero in Val d'Agri, che si vorrebbe raddoppiare, mettendo ulteriormente a rischio la salute dei cittadini e l’integrità dell’ambiente».
Ci uniamo all'appello delle organizzazioni - Ola, WWF, Laboratorio per Viggiano, l’Onda Rosa di Viggiano e Libera Basilicata - che hanno indetto la tavola rotonda Petrolio in Val d’Agri – la parola all’informazione – Cosa bolle in pentola in Val d’Agri?” che si terrà il 19 settembre 2014, alle 17.00 presso l’Hotel Sirio di Villa d’Agri (PZ), affinché cittadini, comitati, movimenti, istituzioni e rappresentanze della società civile partecipino attivamente al dibattito e alla ricerca di soluzioni condivise. Diverse realtà parteciperanno dando un contributo concreto alla tavola rotonda a Villa d'Agri.
La nostra comunità non può stare a guardare: siamo legati alla Basilicata dall'elemento vitale per eccellenza, l'acqua, dato che mezza Puglia beve l'acqua proveniente dall'invaso del Pertusillo, situato a pochi passi dal centro oli e da numerosi pozzi d'estrazione.
Chiediamo di avere la possibilità di partecipare ai processi decisionali (possibilità sempre più ridotta dopo il “decreto legge sblocca Italia” e la proposta di modifica del Titolo V della Costituzione) ed esigiamo che la tutela dell'ambiente e della salute siano prioritari rispetto al perseguimento del profitto (di pochi). Pretendiamo che il principio di precauzione elaborato in sede europea valga almeno quanto le sirene dell'austerity.
I governi regionali di puglia, basilicata, campania e calabria si oppongano al disegno disastroso dei predatori di petrolio (e dei loro amici al governo) che dimostrano disinteresse per il possibile inquinamento del bene comune più prezioso, che coincide con la vita, il bene comune per eccellenza, l’ACQUA.
Oggi “sovranità popolare” significa poter partecipare alle decisioni riguardanti il cibo che mangiamo, l'acqua che beviamo, l'aria che respiriamo, le fonti energetiche che utilizziamo.
Alla “rete di pozzi” vogliamo sostituire una rete di cittadine e cittadini che salvaguardino i beni comuni essenziali per la stessa sopravvivenza delle comunità di fronte alle pretese di chi è disposto a svenderli a colpi di decreto e per un pugno di royalties.

Rete appulo-lucana SALVA l'ACQUA

lunedì 9 giugno 2014

Sabato 14 giugno // Assemblea della Rete appulo-lucana SALVA L'ACQUA.

E' convocata la terza assemblea della Rete appulo-lucana SALVA L'ACQUA.
Come concordato durante l'ultima assemblea, a Bari, l'assemblea si terrà in Basilicata, a Matera, grazie all'ospitalità delle FUCINE DELL'ECO.
Dopo l'incontro del 6 u.s. ad Altamura ci si è resi conto della necessità di fare contro-informazione soprattutto in Puglia.

Odg:

- proseguire con l'informazione (aggiornamento calendario dopo Altamura, Terlizzi e Lecce);
- organizzazione MARCIA puglia-basilicata autunno 2014;

COME ARRIVARE alle Fucine dell'ECO di Matera.

- Entrate da via Nazionale, risalitela tutta 
- proseguite dritto in via Annunziatella
- proseguite costeggiando la Villa
- alla fine della villa GIRATE a SN in via Piave
- PARCHEGGIATE tra via Piave e via S. Stefano.
 
questo link trovate una mappe del percorso PANORAMICO da fare a piedi.

lunedì 2 giugno 2014

DECARO: DAL DIRITTO ALL'ACQUA NELLE CASE, AL BUSINESS DELLE CASE DELL'ACQUA

Restiamo basiti di fronte ad uno dei “punti fondamentali” presenti nel programma politico del candidato sindaco Antonio Decaro in vista del ballottaggio. Leggiamo con stupore la volontà di voler elargire appalti per l’installazione in città di “Case dell’acqua”. Cosa sono? L’ennesima opera di mercificazione del bene comune per antonomasia. Questi distributori, di cui purtroppo altre amministrazioni comunali stanno scelleratamente scegliendo di usufruire, non fanno altro che erogare normalissima acqua pubblica ad un prezzo maggiorato. In moltissimi casi al prezzo di 5 centesimi al litro. Si potrebbe pensare che si tratti di un prezzo bassissimo, ma ricordiamo che il prezzo che spendiamo per la medesima acqua che arriva nei nostri rubinetti è di 1 euro per metro cubo (ovvero 1000 litri).

Denunciamo inoltre l’operazione di mistificazione che i gestori di tali distributori mettono in atto a danno dei cittadini: si comunica in maniera assolutamente erronea che l’acqua erogata dal nostro acquedotto abbia bisogno di essere filtrata per chissà quali impurità presenti. Tutte balle! L’acqua del nostro acquedotto è buonissima e controllata ogni giorno.

Non capiamo quindi il perché della proposta del candidato Decaro. Chi avvantaggerà?

Piuttosto, perché invece non promette di aumentare il numero delle fontane pubbliche, affinché tutti i cittadini possano godere di un servizio basilare sempre più raro?

Il compito di un’amministrazione pubblica è proprio quello di tutelare e garantire tali servizi, e non far fare affari d’oro a privati che guardano ai beni comuni come ad una mucca da mungere.

Chiediamo quindi con forza ad Antonio Decaro di ritirare questo punto dal suo programma elettorale.


Comitato Pugliese Acqua Bene Comune.