giovedì 18 aprile 2013

20/04: Conferenza su Acqua e Referendum a Cisternino (BR)‏


sabato 20 Aprile  2013
Ore 9.30 – 12.30
Sala consiliare del comune di Cisternino

 Conferenza sul tema
 Acqua risorsa vitale e diritto umano
 A due anni dal
referendum cosa è cambiato?

  Relatori:    Margherita Ciervo,  Contratto Mondiale sull'Acqua
                    Michele Loporcaro, Comitato pugliese "Acqua Bene Comune"
                    Loretta Moramarco, Comitato "Beni Comuni" Altamura

iniziativa del corso: L’ ORTO E IL GIARDINO  BIOLOGICO/BIODINAMICO E LE ARTI CONTADINE  -   IV EDIZIONE: 2013
Corso organizzato dall’azienda  “Raggio Verde Bio” (per info: 080 4449373 -  335 656 79 68);

venerdì 12 aprile 2013

13 aprile: Spettacolo "Colino fa Acqua da tutte le parti" - Altamura



Il Comitato AcquaBeneComune di Altamura, in collaborazione con il comitato ilGrillaio, organizza la tappa altamurana dello spettacolo satirico-civile, promosso dal Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”, che si pone l'obiettivo di informare il pubblico e fare il punto sul tema “acqua” a due anni dal Referendum di giugno 2011. Il protagonista dello spettacolo, tra l’ignorante e l’incosciente, si sforza di “capire cosa sia l’acqua come elemento naturale, quale livello di speculazione economica vi sia su di essa” ed è desideroso di “conoscere la legislazione dal livello mondiale a quello nazionale e regionale.” 
Alla rappresentazione teatrale seguirà un dibattito sulle tematiche affrontate nello spettacolo: dalla lezione di democrazia fornita dalla partecipazione massiccia dei cittadini italiani alla consultazione referendaria, al tema dell’acqua come bene comune universale e nel contempo come oggetto principale degli interessi economici di grandi gruppi multinazionali. Interverrà la dott.ssa Margherita Ciervo (referente Comitato Pugliese” Acqua Bene Comune” ).
Per gli altri appuntamenti pugliesi: www.lacquanonsivende.blogspot.com
E' ancora lunga la strada da percorrere per la piena affermazione del diritto d'accesso all'acqua e di un modello di gestione pubblico e partecipato.
Dopo che la Corte Costituzionale e il Consiglio di Stato hanno bocciato le scelte degli ultimi due governi che hanno tentato di reintrodurre la privatizzazione dei servizi idrici locali e riformulato una tariffa che surrettiziamente reintroduceva la remunerazione del capitale investito, è arrivata recentemente anche la sentenza del TAR Toscano (n. 436/2013 del 21 marzo 2013) che ha accolto il ricorso presentato dal Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua, confermando l'illegittimità delle tariffe applicate dai gestori dopo il referendum.
Inoltre, ad oggi, il Governo Nazionale, ed anche quello Pugliese, non garantiscono il diritto umano all’acqua potabile (con applicazione del principio del minimo vitale garantito di 50 litri al giorno per persona) sancito dalla Risoluzione dell’ONU del 28/07/2010.
La proposta di Legge di Iniziativa Popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”presentata nel 2007 dal “Forum Italiano dei Movimenti Per L’Acqua” non è stata mai discussa in Parlamento.
In Puglia, dove l’Acquedotto Pugliese resta una società per azioni, prosegue la campagna di obbedienza civile promossa dal "Comitato Pugliese Acqua Bene Comune": dopo la raccolta di migliaia di reclami per mettere in mora l'AQP s.p.a. per il mancato rispetto dell'esito referendario, si stanno svolgendo le prime udienze per la restituzione della remunerazione del capitale investito agli utenti. 
“SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA”.
Comitato AcquaBeneComune Altamura

martedì 9 aprile 2013

AIP. DIFFIDA ad applicare con tempestività l'esito del referendum abrogativo del 12 e 13 giugno 2011‏


Spett.le Autorità Idrica Pugliese
pc
Ai Sindaci dei Comuni della Provincia di BARI
Ai Sindaci dei Comuni della Provincia della BAT
Ai Sindaci dei Comuni della Provincia di BRINDISI
Ai Sindaci dei Comuni della Provincia di FOGGIA
Ai Sindaci dei Comuni della Provincia di LECCE
Ai Sindaci dei Comuni della Provincia di TARANTO
alla stampa
9 aprile 2013
Oggetto: diffida ad applicare con tempestività l'esito del referendum abrogativo del 12 e 13 giugno 2011 che ha espunto dalla tariffa del s.i.i. “la remunerazione del capitale investito”

Il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” - Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
PREMESSO
che in data 12 e 13 giugno 2011 l'art. 154 del d.lgs. n. 152 del 2006 è stato parzialmente abrogato con l'espunzione, tra i componenti della tariffa del Servizio Idrico Integrato della “remunerazione del capitale investito”;
che la Corte costituzionale con la Sentenza n. 26 del 2011, con la quale ha dichiarato costituzionalmente ammissibile il quesito referendario, ha chiarito che la normativa residua è immediatamente applicabile senza necessità di attendere alcun intervento legislativo;
che l'esito abrogativo è stato sancito con il Decreto del Presidente della Repubblica 18 Luglio 2011, n. 116 pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 167 del 20 Luglio 2011, per cui dal giorno successivo “è fatto obbligo a chiunque spetti di osservare e far osservare l’esito referendario”;
che la Corte Costituzionale, con la Sentenza 199/2012, ha dichiarato l’incostituzionalità dell’articolo 4 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148, sia nel testo originario che in quello risultante dalle successive modificazioni, poiché questo viola “il divieto di ripristino della normativa abrogata dalla volontà popolare”;
che il Consiglio di Stato con il parere n. 267 del 25 gennaio 2013, sostiene che il criterio dell’adeguatezza della remunerazione dell’investimento, a partire dal 21 luglio, è stato applicato illegittimamente poiché in contrasto con gli effetti del referendum del 12 e 13 giugno del 2011.
V I S T O
che il d.l. 6 dicembre 2011, n. 201 (convertito nella l. 22 dicembre 2011, n. 214) ha affidato i compiti di regolazione in materia di servizio idrico all’Autorità per l’energia elettrica e il gas, ivi compresa la predisposizione di un metodo tariffario per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato, e che tali poteri sono stati ribaditi dal d.P.C.M. 20 luglio 2012;
che, in data 28 dicembre 2012, l’Autorità ha adottato la deliberazione 585/2012/R/IDR intitolata “Regolazione dei servizi idrici: approvazione del Metodo Tariffario Transitorio per la determinazione delle tariffe negli anni 2012 e 2013”, nel quale sotto la voce “oneri finanziari”  ripropone il meccanismo della remunerazione del capitale proprio, riproducendo, di fatto, la medesima componente tariffaria abrogata dai referendum 2011;
che nel succitato Metodo Tariffario Transitorio viene introdotta in tariffa la copertura di un fondo presso il gestore destinato alla realizzazione di nuovi investimenti (FONI), derogando dal principio sancito dall’art. 154, d.lgs. n. 152/2006 per cui “tutte le quote della tariffa del servizio idrico integrato hanno natura di corrispettivo”;
che la delibera 585/2012/R/IDR, pur essendo stata adottata a fine 2012, definisce il proprio ambito temporale di applicazione per il periodo di regolazione 2012-2013, in violazione del principio di irretroattività degli atti amministrativi, più volte ribadito dalla giurisprudenza in materia.
CONSIDERATO
che la delibera 585/2012/R/IDR stabilisce che entro il 31 marzo 2013 (poi prorogata al 30 aprile 2013), gli Enti d’Ambito aggiornino la tariffa del SII sulla base del Metodo Tariffario Transitorio sottomettendo all'AEEG, entro la medesima data, la nuova tariffa predisposta per approvazione da parte dell'Autorità;
che la delibera 585/2012/R/IDR stabilisce che la nuova tariffa predisposta dall'Ente d'ambito venga da questi applicata per tutto il 2012 e il 2013.
CONSIDERATO ALTRESI'
che i cittadini e le cittadine italiani si sono democraticamente espressi tramite consultazione referendaria il 12-13 giugno 2011, votando sì al 2°quesito con l'obiettivo di rendere la gestione del servizio idrico estraneo alle logiche di profitto;
che i cittadini e le cittadine italiani/e attendono dal 21 luglio 2011 che le autorità competenti diano piena e corretta applicazione agli esiti referendari;
DIFFIDA
l'Autorità Idrica Pugliese ad applicare la nuova tariffa calcolata sulla base del Metodo Tariffario Transitorio e a proseguire con il mantenimento della voce “remunerazione del capitale investito” all'interno dell'attuale tariffa
CHIEDE
di provvedere immediatamente ad adeguare la tariffa del Servizio Idrico Integrato al fine di renderla coerente con l'esito referendario, quindi eliminando dalla tariffa stessa la remunerazione del capitale investito.
A N N U N C I A
che il proseguimento della mancata esecuzione dei provvedimenti richiesti imporrebbe al  nostro Comitato di proseguire con la Campagna di Obbedienza Civile promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, attraverso una azione più decisa, non esclusa quella di chiamare tutti coloro che si sono recati alle urne nel mese di giugno 2011 a una autoriduzione delle bollette, non pagando la quota parte illegittima.
Ricordiamo che l’autoriduzione è stata già praticata da cittadini di altri Comuni italiani e, recentemente, accolta da una sentenza del TAR della Toscana che invalida le bollette dell’acqua post referendum e conferma che “il criterio della remunerazione del capitale (...) essendo strettamente connesso all’oggetto del quesito referendario, viene inevitabilmente travolto dalla volontà popolare abrogatrice...”.
In attesa di un pronto riscontro, si saluta cordialmente.
Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

mercoledì 3 aprile 2013

7 aprile: TERLIZZI (BA) - Spettacolo teatrale "Colino (e la democrazia), fa Acqua da tutte le parti"‏



Il Comitato “Beni Comuni-Terlizzi” presenta, domenica 7 aprile alle 19,30 presso il Chiostro delle Clarisse, “Colino (e la democrazia), Fa Acqua Da Tutte Le Parti, a cura di Giulio Bufo. Spettacolo satirico-civile, proposto dal Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”, aspira ad informare il pubblico e ad interrogarsi su quale sia la situazione attuale sulla tematica “acqua” a due anni dal Referendum di Giugno 2011. Il protagonista, tra l’ignorante e l’incosciente, si sforza di “capire cosa sia l’acqua come elemento naturale, quale livello di speculazione economica vi sia su di essa” ed è desideroso di “conoscere la legislazione dal livello mondiale a quello nazionale e regionale.”

Alla messa in scena seguirà un dibattito sulle tematiche affrontate nello spettacolo, dalla lezione di democrazia fornita dai cittadini italiani mediante la partecipazione massiccia alla consultazione referendaria, al tema dell’acqua come bene comune universale e nel contempo come oggetto principale degli interessi economici di grandi gruppi multinazionali. Interverrà Federico Cuscito (Comitato Pugliese” Acqua Bene Comune”).

Tra i quesiti referendari, il secondo chiedeva di abrogare la disposizione del d.lgs 152/06 (TU ambiente) che garantiva, in capo al gestore del servizio, un profitto del 7% a titolo di remunerazione del capitale investito, e l’effetto del voto di giugno è stato scritto molto chiaramente nella sentenza di ammissibilità (26/2011) nella quale la Corte Costituzionale afferma che “la normativa residua è immediatamente applicabile” e “non presenta elementi di contraddittorietà”, ma i vari gestori hanno continuato ad includere la remunerazione del capitale investito nelle tariffe.

Dopo che la Corte Costituzionale ed il Consiglio di Stato hanno bocciato le scelte degli ultimi due governi che hanno tentato di reintrodurre la privatizzazione dei servizi idrici locali e riformulato una tariffa che surrettiziamente reintroduceva la remunerazione del capitale investito, è arrivata recentemente anche la sentenza del TAR Toscano (n. 436/2013 del 21 marzo 2013) che ha accolto il ricorso presentato dal Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua, confermando illegittime le tariffe presentate dai gestori dopo il referendum.

Inoltre, ad oggi, il Governo Nazionale, ed anche quello Pugliese, non garantiscono il diritto umano all’acqua potabile (con applicazione del principio del minimo vitale garantito di 50 litri al giorno per persona) sancito dalla Risoluzione dell’ONU del 28/07/2010. Esiste, anche, una proposta di Legge di Iniziativa Popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico presentata nel 2007 dal “Forum Italiano dei Movimenti Per L’Acqua” e mai discussa in Parlamento.

In Puglia, dove l’Acquedotto Pugliese resta una società per azioni, dopo la campagna di obbedienza civile con la raccolta di migliaia di reclami orientati a mettere in mora l’AQP S.p.A. per il mancato rispetto dell’esito referendario, il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” ha cominciato con le prime udienze relative alla domanda di eliminazione della remunerazione del capitale investito.

Nell’occasione sarà, anche, riproposta all’Amministrazione Comunale la modifica dello statuto comunale sulla non rilevanza economica del servizio idrico integrato approvata, con atto di indirizzo, dalla Giunta Comunale nella proposta di deliberazione del 10/12/2009 ma mai attuata.

“SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA”.

Comitato “Beni Comuni- Terlizzi

mercoledì 20 marzo 2013

22 marzo: Giornata Mondiale dell'Acqua - Iniziative e Appuntamenti‏


In occasione della Giornata Mondiale per l’Acqua – il 22 marzo – il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” organizza:
- un presidio davanti al Palazzo del Tribunale di Ginosa (TA) dove si svolgerà la seconda udienza relativa alla domanda di eliminazione della remunerazione del capitale investito proposta da uno dei cittadini che hanno aderito alla Campagna di “Obbedienza Civile – Il mio voto va rispettato” mettendo in mora l’Acquedotto pugliese S.p.A. per il mancato rispetto dell’esito referendario;
- il primo appuntamento dello spettacolo satirico-civile “Colino (e la democrazia), fa Acqua da tutte le parti” – di e con Giulio Bufo - che si svolgerà per gli studenti del Liceo Linguistico e Tecnico Economico “Marco Polo” di Bari.
Inoltre, nel mese di aprilel’attore-politico Giulio Bufo insieme al Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” saranno nelle scuole, nelle parrocchie, nelle sedi associative, per incontrare la cittadinanza e affrontare – attraverso il linguaggio dell’arte – i nodi cruciali della battaglia per l’affermazione del diritto umano all’acqua potabile e la democrazia nel mondo, in Italia e in Puglia. Al termine di ogni spettacolo seguirà un dibattito.
Lo spettacolo satirico-civile “Colino (e la democrazia), fa Acqua da tutte le parti” sarà rappresentato secondo il seguente calendario.
Venerdì 22 marzo
Bari
Domenica 7 aprile
Terlizzi (BA)
Venerdì 12 aprile
Altamura (BA)
Lunedì 22 aprile
Bari
Martedì 23 aprile
Torre Santa Susanna (BR)
Domenica 28 aprile
Modugno (BA)
Luoghi e orari disponibili sui siti: www.lacquanonsivende.blogspot.comwww.benicomuni.org
Qui di seguito una breve descrizione dei contenuti.
COLINO (e la democrazia), Fa Acqua Da Tutte Le Parti
spettacolo satirico-civile di e con Giulio Bufo 
in collaborazione con Il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”
Se vi doveste fare una doccia e avete tutto pronto, ma sul più bello vi accorgereste che vi manca la cosa primaria: l’acqua, cosa fareste?
Colino (personaggio inventato da Giulio Bufo, personaggio tra l’ignorante e l’incosciente) inizia a capire e cerca di ragionare, con i suoi limiti, sul perché l’acqua non ci sia, e questo per lui diventa un punto per conoscere ciò che non ha mai saputo: capire cosa sia l’acqua come elemento naturale, quale livello di speculazione economica vi sia su di essa, conoscere la legislazione dal livello mondiale a quello nazionale e regionale.
Ma quello che a lui importa è che deve farsi la doccia, ma ha realmente tutto il diritto di farla? E nella sua terra, la Puglia, questo diritto gli è veramente garantito?
Uno spettacolo satirico unito all’informazione, in cui parte fondamentale l’assume il pubblico.
Per ulteriori informazioni: 333-2243293 – segreteriareferendumacqua@gmail.com

mercoledì 13 marzo 2013

Richiesta informazioni sulla potabilità dell'acqua di Taranto



All'amministratore Unico dell' Acquedotto pugliese SpA
Ing. Gioacchino Maselli
All’Autorità Idrica Pugliese
Alla Regione Puglia
Presidente Nichi Vendola
a tutti i Consiglieri Regionali
p. c. alla stampa

Oggetto: richiesta informazioni sulla potabilità dell'acqua Taranto

Egregio Amministratore, Egregi Sindaci, Presidente, Consiglieri,
vi scriviamo poiché recentemente la televisione e la stampa hanno comunicato informazioni preoccupanti in merito alla potabilità dell'Acqua somministrata nella città di Taranto.
Qui di seguito trascriviamo quanto segnalato dalla emittente televisiva “Studio 100” rintracciabile al link http://www.studio100.it/taranto/916-acqua-potabile-cancerogena-taranto-futura-si-domanda
"ACQUA POTABILE CANCEROGENA? TARANTO FUTURA SI DOMANDA. Stando a quanto afferma l'avv. Nicola Russo, le analisi di prassi non sarebbero state effettuate, Russo ha detto che esiste una deroga della Regione datata 2010. Pertanto, il Comitato chiede alla ASL e all'Arpa di conoscere la qualità dell'acqua che beviamo in quanto negli ultimi campionamenti la presenza di sostante nocive (e cancerogene) avrebbe superato i limiti previsti dalle normative vigenti”.
e la notizia pubblicata da “Telerama” rintracciabile al link http://www.trnews.it/ilva-si-no-cittadini-al-referendum-il-14-aprile/ che sul finale dell'articolo cita: “E sempre in tema di inquinamento, urgenti sono i controlli sull’acquaControlli che non avvengono da 3 anni. Dal 2010 quando fu accertata la presenza di 50 microgrammi, a fronte di 30 previsti per legge, di sostanze altamente inquinanti come bromo, fosforo e piombo. Tutti elementi nocivi per la salute in particolare dei bambini al di sotto dei 3 anni”.
Sulla base delle informazioni sopracitate e considerato che il referente per Taranto e provincia del Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” aveva già posto simili interrogativi con una comunicazione ufficiale inviata attraverso posta certificata a partire dallo scorso 2 marzo, al Direttore Generale e alla Direzione Generale dell'ARPA Puglia, al DAP (Dipartimento Arpa di Taranto), al Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria Locale ASL di Taranto, al Direttore del Dipartimento di Prevenzione, al Direttore responsabile del SIAN (Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione), al Sindaco di Taranto, nonché all'Ufficio Relazioni con il Pubblico dell'ASL, ma che ad oggi non hanno ricevuto risposta
vi chiediamo di:
  1. chiarire la vicenda in merito alle deroghe e di comunicare se attualmente vi siano deroghe sulla potabilità dell’acqua a Taranto e in Puglia.
  1. fornire i dati sulla potabilità dell’acqua erogata a Taranto, indicando se negli ultimi tre anni siano stati effettuati controlli.
  1. chiarire quale siano i risultati dei presunti “ultimi campionamenti la presenza di sostante nocive (e cancerogene ) che avrebbero superato i limiti previsti dalle normative vigenti” come segnalato dalla stampa.

In attesa di una vostra risposta, si porgono cordiali saluti.

Bari 12/03/2013
Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

martedì 5 marzo 2013

Il Mancato rispetto esito referendario arriva davanti ai giudici di pace


Nei prossimi giorni AQP S.p.A. sarà chiamato a rispondere davanti ai Giudici di Pace pugliesi della mancata attuazione del secondo quesito referendario. Verranno, infatti, trattate le cause incardinate davanti ai giudici di pace di Bari, Altamura e Ginosa con cui i legali del Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua hanno chiesto di accertare il diritto dei cittadini alla restituzione di quanto indebitamente percepito da AQP S.p.A. a titolo di remunerazione del capitale investito e ottenere, così, la effettiva attuazione del secondo quesito referendario.
Il secondo quesito referendario chiedeva di abrogare la disposizione del d.lgs 152/06 (TU ambiente) che garantiva, in capo al gestore, un profitto del 7% a titolo di remunerazione del capitale investito.
Sebbene l'abrogazione del disposto normativo sia datata 21 luglio 2011 (giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del D.P.R. n.116, del 18.07.2011 che sanciva l'esito referendario), a tutt'oggi l’Acquedotto Pugliese S.p.A. continua a caricare tale voce sulla tariffa, eludendo, di fatto, la volontà popolare espressa con l'altissimo quorum raggiunto dai referendum sulla gestione dell’acqua e gli altri servizi pubblici locali.
Un comportamento inaccettabile che non è mutato nel tempo e nonostante la capillare mobilitazione messa in campo con la campagna di “Obbedienza Civile - il mio voto va rispettato”, attraverso le migliaia lettere di richiesta di applicazione dell’esito referendario (inviate anche all'Autorità Idrica Pugliese, ex ATO) con contestuale diffida nel continuare ad applicare tariffe fuori legge, nonché manifestazioni e mobilitazioni cittadine su vari livelli. Tutto questo ci ha costretti ad adire le vie legali.
Indipendentemente dall'esito delle singole azioni giudiziarie, tale iniziativa rappresenta il tentativo di riaffermare la legalità offesa dai provvedimenti del governo regionale (come nazionale) e delle autorità, in particolare dell'AEEG (Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas), che, in spregio ai risultati del referendum e al voto espresso da oltre 27 milioni di italiani, continuano a ritenere ammissibile il profitto sull'acqua.
La ripubblicizzazione dei servizi idrici e la esclusione del profitto dalla gestione rappresentano due necessari baluardi di democrazia e rispetto della dignità umana soprattutto in un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo in cui alcune forze politiche giungono a mettere in discussione anche i diritti basilari di cui è simbolo e estremo confine quello all'acqua.
Per questo motivo tutti i cittadini sono invitati a contattare con il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune" (segreteriareferendumacqua@gmail.com) per le iniziative informative e di sensibilizzazione che si svolgeranno partire dal 22 marzo, Giornata Mondiale dell’Acqua, e in concomitanza alla discussione della causa civile presso il Tribunale Civile di Ginosa.
Nel mese di marzo si terranno altre udienze presso il Tribunale di Bari e di Altamura.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua